Ucraina: O’Flaherty (Consiglio d’Europa): le scelte dei prossimi mesi definiranno il futuro di milioni di ucraini; non può ridursi il sostegno

“Sono sempre più preoccupato per la crescente stanchezza e l’intensificarsi delle discussioni a livello Ue e nazionale sulla fine delle misure di emergenza”. Lo scrive il commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, Michael O’Flaherty, in una dichiarazione diffusa oggi. L’Europa si è comportata in modo esemplare nel fornire sostegno agli ucraini in questi quattro anni, ma una riduzione graduale dell’assistenza rischia oggi di lasciare i più vulnerabili esposti. “Vedo crescere il sentimento anti-ucraino, a volte alimentato da populismo”, segnala il Commissario che offre riflessioni sul futuro della protezione temporanea: saldo deve essere il principio che “la protezione internazionale viene ritirata solo quando il ritorno è sicuro e duraturo, condizioni che oggi manifestamente non sono soddisfatte”, scrive O’Flaherty. E se il sistema della protezione temporanea per gli ucraini è stata esteso fino a marzo 2027, alcuni Paesi stanno passando ad altri sistemi o riducono gli aiuti. Il rischio, secondo il Commissario, è che molte persone siano lasciate indietro o sentano pressioni indebite per un rimpatrio prematuro. Occorre “evitare un vuoto di protezione dopo marzo 2027” e risolvere quelle “vite in sospeso” che tanti stanno facendo, soprattutto i piccoli. Secondo il Commissario, “è il momento di maggiore solidarietà, non di meno”, perché “le scelte che verranno fatte in Europa nei prossimi mesi definiranno il futuro di milioni di ucraini. È tempo di riscoprire l’accoglienza e la generosità che si sono manifestate in modo così evidente nel 2022”.

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