Diocesi: Mantova, a Quaresima raccolti quasi 8mila euro e oltre 800 kg di beni di prima necessità a sostegno dei detenuti

La raccolta fondi a sostegno delle persone detenute e dei progetti di reinserimento sociale, proposta dalla diocesi di Mantova come un concreto gesto quaresimale, ha cercato di riportare l’attenzione della comunità ai bisogni della realtà carceraria, che si trova nel cuore della città, ma resta inevitabilmente un luogo separato e isolato.
Nel corso della Quaresima, rende noto la diocesi, sono state raccolte sia offerte in denaro sia beni di prima necessità (prodotti per l’igiene personale e biancheria). Alla chiusura della rendicontazione, a maggio, l’importo delle donazioni ricevute è stato di 7.943,22 euro, frutto di raccolte nelle parrocchie o unità pastorali e offerte di privati.
La raccolta del materiale invece si è svolta in 10 centri Caritas dislocati su tutto il territorio diocesano (ad Asola, Castiglione delle Stiviere, Mantova, San Giorgio Bigarello, Suzzara, Quistello, Moglia, Poggio Rusco). In aggiunta, alcune parrocchie si sono fatte tramite della raccolta sul territorio, cercando di avvicinare il più possibile alle persone il progetto. La risposta è stata molto sentita: il totale dei beni di prima necessità – biancheria intima, shampoo, dentifrici e sapone – ha raggiunto il peso di 837 kg.
All’interno della casa circondariale, la fornitura di alcuni beni resta a carico delle persone detenute o dei loro familiari; non tutti, però, possono contare su questo sostegno, e alcuni vivono in condizioni di grave indigenza. La cappellania del carcere interviene quindi offrendo beni di prima necessità e piccoli contributi economici per gli acquisti interni. Tutte le offerte raccolte sono destinate dunque a questa finalità: rispondere ai bisogni essenziali, aprendo uno spazio di fiducia e di cura che rende possibile anche un percorso di reinserimento sociale.
La cappellania opera grazie all’impegno di volontari e volontarie coinvolti in diversi progetti, dall’ascolto, che resta un elemento di valore inestimabile, fino ai cammini spirituali delle persone detenute.
“A nome della diocesi di Mantova esprimiamo gratitudine per ogni contributo ricevuto. Il buon esito della raccolta non rappresenta soltanto un sostegno concreto, ma testimonia una partecipazione condivisa: quella di una comunità che sceglie di farsi prossima, aderendo a un percorso che mette al centro la dignità delle persone detenute, attraverso la cura e l’ascolto”, dicono Matteo Amati, direttore della Caritas diocesana di Mantova, e padre Andrei Vasile Mesesan, cappellano della casa circondariale di Mantova.

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