“La distruzione sistematica di almeno 13 edifici residenziali e commerciali di grandi dimensioni nella Striscia di Gaza da parte di Israele deve essere indagata come crimine di guerra”. È quanto chiede Amnesty International al termine di un’indagine dettagliata, diffusa oggi, che documenta bombardamenti aerei condotti tra settembre e ottobre 2025 contro le cosiddette “torri di Gaza”, che ospitavano migliaia di civili, molti dei quali già sfollati. Secondo l’organizzazione per i diritti umani, “le forze israeliane avrebbero colpito ripetutamente edifici civili senza che vi fosse un’inderogabile necessità militare, dopo aver imposto evacuazioni con pochissimo preavviso, provocando panico, nuovi sfollamenti di massa e la perdita totale delle abitazioni”. Amnesty chiede che questi attacchi siano indagati “come crimini di guerra di distruzione indiscriminata, punizione collettiva e attacchi diretti contro beni civili, in violazione del diritto internazionale umanitario e della Quarta Convenzione di Ginevra”. L’indagine si basa su interviste a 16 ex residenti, testimoni oculari e persone sfollate, oltre all’analisi di immagini satellitari e alla verifica di oltre 25 video da parte del Crisis Evidence Lab di Amnesty. “Tutte le prove disponibili indicano che la distruzione di queste torri non è stata resa assolutamente necessaria dalle operazioni militari”, ha dichiarato Erika Guevara Rosas, alta direttrice delle campagne e delle ricerche dell’organizzazione. Particolare rilievo assumono, secondo Amnesty, le dichiarazioni pubbliche di esponenti del governo israeliano che avrebbero collegato esplicitamente la distruzione degli edifici a obiettivi politici e di pressione su Hamas, rafforzando l’ipotesi di una punizione collettiva inflitta alla popolazione civile. L’organizzazione sottolinea inoltre che le demolizioni sono proseguite anche dopo il cosiddetto cessate il fuoco dell’ottobre 2025, soprattutto nelle aree a est della “linea gialla”, dove ai civili palestinesi è vietato fare ritorno. In un contesto in cui oltre il 76% delle abitazioni di Gaza risulta danneggiato o distrutto, Amnesty International chiede “l’accesso immediato agli aiuti umanitari e che i responsabili di distruzioni illegali e di gravi violazioni del diritto internazionale siano chiamati a risponderne”.