Povertà: Unicef, Report Card 20 “un bambino su cinque vive in condizioni di povertà di reddito”

“Quasi un bambino su cinque vive in condizioni di povertà di reddito; i bambini che vivono nei paesi con i livelli più elevati di disuguaglianza hanno una probabilità 1,7 volte maggiore di essere in sovrappeso; l’Italia si colloca al 22° posto su 40 per quanto riguarda la disparità di reddito e al 30° posto per quanto riguarda la povertà minorile e occupa il 12° posto nella classifica sul benessere dei bambini su 37 paesi. Si trova al 10° posto per quanto riguarda il benessere mentale, al 17° per la salute fisica e al 25° per le competenze”: è quanto emerge da un’indagine Unicef sul rapporto tra il benessere economico e la situazione scolastica dei bambini in Occidente. Il quadro descritto coglie importanti disparità a livello economico e di istruzione. Il rapporto, intitolato “Report Card 20: Opportunità disuguali – bambini e disuguaglianza economica” esamina il rapporto tra le disuguaglianze economiche e il benessere dei bambini in 44 paesi dell’Ocse e ad alto reddito e rileva che, “nella maggior parte di questi paesi, i livelli di disuguaglianza di reddito e di povertà infantile rimangono ostinatamente elevati”. Un altro dato che emerge, nel nostro Paese, è il rapporto di interdipendenza tra i disagi economici e il rendimento scolastico: il rapporto osserva che gli Stati in cui il divario tra ricchi e poveri è più ampio tendono a registrare, nel complesso, risultati scolastici inferiori. Da qui l’appello dell’Unicef ai Governi ad adottare nuove e più incisive misure per ridurre le difficoltà economiche delle popolazioni, in modo da diminuirne l’impatto sulla educazione e sulla istruzione. Tra queste: “migliorare le misure di protezione sociale, tra cui gli assegni familiari e i sussidi per l’infanzia e il salario minimo, per garantire che nessun bambino cresca in condizioni di povertà. Sostenere le comunità più vulnerabili attraverso alloggi a canone agevolato, il potenziamento delle infrastrutture nei quartieri più poveri e gli investimenti in strutture pubbliche quali spazi verdi e strutture ricreative. Interagire con i bambini per comprendere meglio il loro punto di vista su come la disuguaglianza influisca su di loro e sulle loro famiglie e per elaborare soluzioni che ne promuovano il benessere”.

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