Infermieri: Mattarella, “curare la persona e non solo la malattia”. “Evitare che giovani professionalizzati vadano all’estero”

(Foto Ufficio Stampa per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

“Curare la persona – curarla – e non soltanto la malattia è un cambio di prospettiva, che avvertiamo come un impegno più maturo e consapevole nella società e, per farlo, le professioni infermieristiche divengono in misura sempre maggiore un perno decisivo, tanto più in una medicina che tende a iper-tecnologizzarsi. L’infermiere, quindi, lavora in un crocevia di alti valori umani”. Lo ha affermato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo questa mattina alla cerimonia in occasione del centenario della Giornata internazionale dell’infermiere.
“Gli infermieri sono oggi 462mila”, ha sottolineato il Capo dello Stato, aggiungendo che “si tratta di un numero insufficiente rispetto alle esigenze di cura delle popolazioni”. “È un tema che non appare eludibile e che interpella formazione e considerazione della centralità di questa funzione”, ha ammonito Mattarella, per il quale “la sua centralità, è essenziale per il corretto funzionamento della nostra società nel suo complesso”.
“Dobbiamo evitare che i nostri giovani professionalizzati vadano all’estero per trovare riconoscimenti e retribuzioni migliori di quelle che qui possono essere offerte”, il monito del presidente ribadendo che “la sanità è un pilastro del welfare, del modello sociale europeo. Il diritto universale alla salute rappresenta una pietra angolare della nostra democrazia e della nostra stessa libertà”. “Non dovrebbe esservi neppure bisogno di ricordare che il necessario radicamento dei servizi di cura non può tollerare disparità fra territori – a partire dalle aree interne dell’Italia: sarebbe come a dire un diritto alla salute diseguale per i cittadini”, ha concluso Mattarella.

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