America Latina: Rete Clamor da Forum a New York, “politiche migratorie diano priorità alla dignità delle persone migranti”

Da New York, dove dal 4 all’8 maggio si è tenuto il secondo Forum di revisione della migrazione internazionale (Femi), la Rete Clamor (la realtà affiliata al Celam, che segue in America Latina la realtà di migranti, rifugiati, sfollati e vittime di tratta), insieme a diverse organizzazioni cattoliche dell’America Latina e dei Caraibi (tra cui la Caritas continentale e il Servizio gesuita ai migranti), ha presentato un comunicato congiunto per esigere politiche migratorie che “diano priorità alla dignità delle persone migranti”.
Le organizzazioni hanno sottolineato che “questa dichiarazione risponde all’inasprimento delle misure migratorie nella regione e alle molteplici violazioni che devono affrontare le persone in movimento”. A partire dal loro accompagnamento quotidiano alle persone in movimento, le organizzazioni hanno denunciato che persiste un profondo divario tra gli obblighi assunti dagli Stati e le condizioni che devono affrontare migliaia di migranti, ribadendo che “la dignità umana non è negoziabile”.
Il messaggio sostiene che le politiche di “controllo, contenimento, securitizzazione ed esternalizzazione delle frontiere” non hanno ridotto la migrazione, ma hanno esposto i migranti a pericoli maggiori. Allo stesso modo, hanno espresso preoccupazione per la crescente normalizzazione di scenari di violenza e disumanizzazione che colpiscono in modo particolare donne, bambine, bambini e adolescenti. Tra le sue principali richieste, la dichiarazione invita gli Stati ad adottare politiche migratorie incentrate sui diritti umani, che includano l’accesso a rotte regolari per migrare, il rispetto del diritto d’asilo e rimpatri effettuati in modo sicuro e volontario. Hanno inoltre chiesto di aumentare le risorse destinate alle politiche di protezione e inclusione sociale.

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