Dilexit te: p. Grosso (Carmelitani), “Ordini mendicanti vivendo in mezzo e con i poveri offrivano e offrono una testimonianza evangelica”

“All’inizio del XIII secolo sorse una nuova forma di vita consacrata: gli Ordini mendicanti si diffusero a macchia d’olio in Europa, iniziando presto a migrare anche verso oriente”. Lo ricorda al Sir p. Giovanni Grosso, archivista generale dei Carmelitani, parlano dell’esortazione apostolica “Dilexit te” di Papa Leone che nel testo scrive: “I mendicanti sono diventati il simbolo di una Chiesa pellegrina, umile e fraterna, che vive tra i poveri non per proselitismo, ma per identità”. All’origine di questo movimento, dice il religioso, “troviamo gli esempi e il magistero vivente di san Francesco, presto seguito da santa Chiara, e con altre motivazioni da san Domenico. Da un lato c’era la scelta francescana della ‘minorità’, ossia della condivisione della condizione degli ultimi di quel tempo non per ragioni sociologiche ma evangeliche, nella logica dello spogliamento sulle orme di Cristo povero. San Domenico proponeva l’annuncio fatto da poveri membri di una Chiesa povera, che non fa conto di titoli e privilegi”. Queste “due linee si incontrarono per dar vita a un effetto a catena, per cui altri gruppi, in prevalenza eremitici sorti nello stesso periodo, scelsero la mendicità come stile. Così i Carmelitani, nati in Terra Santa sul Monte Carmelo nei primi anni del secolo e diffusi in Europa a partire dal 1235, o i gruppi di eremiti che seguivano la Regola di sant’Agostino, riuniti nella Grande Unione del 1256, assunsero presto l’itineranza mendicante. Altri gruppi li avrebbero seguiti in seguito”, sottolinea p. Grosso aggiungendo che “vivendo in mezzo e con i poveri offrivano la testimonianza evangelica e offrivano un servizio gratuito, che prosegue fino ad oggi evolvendosi secondo le necessità: non si contano le presenze di evangelizzazione tra i poveri, le persone sole, i migranti, in ogni periferia geografica e umana”.

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