Ipm Casal del Marmo: Antigone, “da carte magistratura emergono fatti di gravità inaudita”

“Dodici ragazzi detenuti nell’Istituto penale per minorenni di Casal del Marmo sarebbero stati vittime di violenze e torture da parte di alcuni agenti della polizia penitenziaria. È quanto emerge dall’inchiesta della Procura di Roma e, oggi, trova una qualificazione particolarmente significativa nelle parole del giudice per le indagini preliminari che, nell’ordinanza con cui tre agenti sono stati interdetti dal servizio per un anno, parla esplicitamente di tortura”. Lo evidenzia Antigone, che giudica il passaggio “di enorme gravità”, imponendo “una risposta istituzionale immediata”.
“Quello che emerge oggi dalle carte della magistratura è di una gravità inaudita. Antigone aveva ricevuto – anche da alcuni operatori – segnalazioni su possibili violenze all’interno di Casal del Marmo e, sulla base di quelle informazioni, già nel luglio 2025 aveva presentato un esposto alla Procura. Avevamo inoltre segnalato quanto emerso alle autorità istituzionali, compreso il Dipartimento per la Giustizia minorile e di comunità”, afferma Patrizio Gonnella, presidente di Antigone.
La vicenda di Casal del Marmo, che segue quella relativa all’Ipm Beccaria di Milano, secondo Antigone non può però essere affrontata soltanto come una vicenda giudiziaria. “Se un giudice arriva a scrivere che dei ragazzi minorenni sono stati torturati, la risposta non può essere limitata alla sospensione di alcuni agenti e all’attesa del processo”, continua Gonnella. “C’è una responsabilità politica e istituzionale che deve essere affrontata. Bisogna intervenire immediatamente sugli istituti penali per minorenni, sulle condizioni di lavoro degli operatori, sulla formazione, sui meccanismi di controllo e soprattutto sulla cultura della pena che, a partire dalle riforme introdotto dal governo Meloni, sta progressivamente trasformando la giustizia minorile in un sistema sempre più carcerocentrico e repressivo”.
“Non possiamo continuare a parlare di emergenza”, aggiunge Susanna Marietti, coordinatrice nazionale e responsabile dell’Osservatorio minori di Antigone. “Da mesi diciamo che la giustizia minorile ha bisogno di un cambio di paradigma e, per questo, abbiamo promosso insieme a Defence for Children Italia e Libera gli Stati generali della Giustizia minorile, ai quali hanno aderito circa 500 persone tra magistrati, avvocati, operatori, educatori, ricercatori e organizzazioni della società civile. Segno della forte preoccupazione condivisa sulla terribile crisi della giustizia minorile italiana. In tutti i tavoli di lavoro è emersa la necessità di rafforzare la dimensione educativa e di ripensare il sistema, non di renderlo semplicemente più punitivo. Gli Stati generali rappresentano oggi un patrimonio di analisi e proposte che non può essere ignorato. Il 26 novembre, a Roma, presenteremo i risultati di questa grande elaborazione collettiva, che metteremo a disposizione per un percorso riformatore non più rimandabile. Ci auguriamo – conclude Marietti – che le nostre proposte diventino prospettive di governo”.

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