“Soltanto guardando tutti, in ascolto devoto, al Maestro che ci ama, parla e si dona a noi, possiamo diventare fra di noi un tutt’uno d’amore, dove non vi è più spazio per divisioni, dissidi, invidie, lotte di potere, strutture di peccato. È un’occasione questa per interrogarci tutti, nessuno escluso, sulla necessità di una quotidiana conversione dei nostri cuori e sulla necessità di fondare la nostra vita sull’esperienza di cielo che quotidianamente il Signore ci offre con la celebrazione dei Divini Misteri”. Lo ha detto questa mattina l’eparca di Lungro degli Albanesi dell’Italia continentale, mons. Donato Oliverio, aprendo, questa mattina, la XXXIX Assemblea annuale diocesana che ha come tema “La divina liturgia vincolo di unità”. Per mons. Oliverio la divina liturgia “sostiene e sorregge tutti noi nel nostro cammino comunitario e quotidiano” e sottolinea che “nella nostra realtà peculiare”, dell’eparchia di Lungro la liturgia è stata “un motore di evangelizzazione: per mezzo del rito i fedeli hanno partecipato al mistero pasquale di Cristo, fondamento della fede cristiana. Oggi questa energia sembra quasi sopirsi. Ciò non dipende dal rito, che conserva un peso teologico e mistico millenario, ma – ha spiegato – dall’assopimento delle nostre coscienze e della incapacità da parte dell’uomo di volgere lo sguardo all’unico Bene necessario: Dio”. Per l’eparca “assieme ad una testimonianza di vita credibile, come cristiani che dal Cristo hanno visto il loro cuore trasformato, resta fondamentale l’esperienza liturgica”. “Non è un caso – ha sottolineato – che oggi risultano vuote le chiese, così come vuoti sono i cuori di molti uomini e donne! Semplice! Non celebrando i Divini Misteri, le loro vite e i loro cuori non vengono trasformati!”.