“È mortificante osservare la perdurante erosione del potere d’acquisto delle famiglie. L’indagine de ‘Il Sole 24 Ore’ fotografa una realtà drammatica per milioni di nuclei familiari: in cinque anni il carrello della spesa per una famiglia con un figlio è passato da 100 a 129,50 euro, registrando un aumento del 29,5%, una crescita che conferma l’indice Istat dell’inflazione alimentare (+30%), che supera ben oltre il 21% dell’inflazione generale. Non possiamo rimanere a guardare lo scivolamento di un numero sempre maggiore di famiglie verso condizioni di vulnerabilità economica”. Lo ha dichiarato Adriano Bordignon, presidente del Forum nazionale delle associazioni familiari, in merito all’analisi realizzata da “Il Sole 24 Ore” sui rincari record registrati su 31 prodotti acquistati dalle famiglie italiane. “I dati – ha aggiunto – parlano chiaro e mostrano rincari insostenibili sui beni di prima necessità: l’olio extravergine (+47%) e il caffè tostato (+51%), ma anche prodotti di consumo quotidiano come le zucchine (+51%), i pomodori (+45%), le patate (+43,5%), le uova (+43%) e il riso (+43%). Questa impennata ha spinto la quota di famiglie che dichiarano di aver ridotto la quantità o la qualità dei prodotti acquistati dal 24,3% del 2021 al 31% del 2024, trasformando la spesa settimanale in un’impresa quotidiana per far quadrare i conti. Per rispondere a questa emergenza economica occorre un cambio di passo immediato ma soprattutto con esiti duraturi”. Per Bordignon, “è indispensabile adottare misure concrete a tutela dei nuclei in difficoltà, puntando su detassazioni, incentivi e un deciso potenziamento di strumenti strutturali a supporto dei redditi delle famiglie come l’assegno unico. Istat e Fondazione per la natalità hanno da poco certificato che per oltre 2,8 milioni di italiani le difficoltà economiche e lavorative sono il principale ostacolo alla scelta di avere figli. Non possiamo e non dobbiamo arrenderci all’idea che l’inverno demografico e la denatalità siano un destino ineluttabile: è urgente invertire la rotta agendo direttamente sulle cause primarie, che sono principalmente di natura economica”. “In tale prospettiva, diventa cruciale il ruolo dell’Unione europea: di fronte a una congiuntura straordinaria segnata da tensioni e conflitti internazionali, è fondamentale garantire la stessa flessibilità già sperimentata durante la pandemia da Covid-19”, ha proseguito Bordignon, secondo cui “serve un piano di supporto alle famiglie con una visione di medio e lungo termine, per dare stabilità e futuro all’intero continente”. “Le famiglie non rappresentano soltanto la principale rete di protezione e di tenuta sociale, ma sono il vero motore generativo e la colonna portante su cui si regge lo sviluppo dell’intera collettività. Sostenere i nuclei familiari – ha concluso – non è una mera spesa assistenziale, bensì una scelta di politica economica strategica e non più rinviabile per garantire un domani alle prossime generazioni”.