Suicidio assistito: Cl Veneto, alla vigilia del voto in Consiglio regionale. “Forzatura il tentativo di far approvare una legge già bocciata su un tema così delicato”

“La delicatezza delle questioni implicate dall’argomento che sarà oggetto al prossimo ordine del giorno del Consiglio regionale del Veneto non è compatibile con le modalità scelte da chi ha voluto forzatamente ritentare l’approvazione di questa proposta di legge. Una norma sul senso stesso della vita, già bocciata dal Parlamento veneto il 16 gennaio 2024, non merita di venire né riproposta, né men che meno ‘imposta’, con discutibili sofismi procedimentali, in un periodo feriale, senza prevedere alcun nuovo passaggio del testo nella preposta Commissione e senza le necessarie audizioni per un minimo dialogo con la società civile”. Così il movimento di Comunione e Liberazione del Veneto in un comunicato diffuso alla vigilia della discussione e del voto in Consiglio regionale, calendarizzati per domani, martedì 1° settembre. Con l’intento di offrire “spunti di riflessione ai decisori e alla comunità del Veneto”, Cl rileva che “la proposta di legge, già bocciata nella scorsa legislatura” è un’iniziativa “giustificata in termini di ‘libertà’. Quel che è piuttosto in gioco – viene sottolineato – è la direzione verso cui viene indirizzato il Servizio sanitario pubblico. Una legge che piega il Servizio sanitario pubblico a fornire prestazioni che anticipano la morte dei malati afferma una visione secondo cui il valore e la dignità della persona dipendono dalla sua autonomia e dalle sue capacità, cosicché la malattia e la debolezza divengono prive di senso o, peggio, un peso di cui conviene liberarsi, finendo così per favorire quella ‘cultura dello scarto’ che secondo Papa Francesco ‘contagi tutti’”. Mentre “edificare nel bene significa accettare il limite e la fragilità dell’umanità senza considerarli un errore da correggere” o da “rimuovere” (Leone XIV, Magnifica humanitas, par. 12). Pertanto, secondo Cl Veneto, “è il momento di ricomprendere e ribadire che il ‘compito della comunità civile e del sistema sanitario è assistere e curare, non anticipare la morte’ (Documento vescovi triveneto 18 ottobre 2023), secondo quella scelta costituzionale (artt. 2, 3, 32) che fonda la Repubblica stessa e che esclude ogni ‘diritto a morire’”. “In tal senso, anche in Veneto quel che unicamente urge è offrire a tutti, anche con il convinto coinvolgimento dei corpi intermedi, assistenza h24 ai casi più gravi, cure appropriate (anche del dolore) senza limiti di età e condizione, compagnia umana e specialistica a tutti, specie ai fragili, ai malati, ai più piccoli e agli anziani, obiettivo che è ancora lontano, e a cui dovrebbe dedicarsi in senso esclusivo soprattutto la Regione”, prosegue Cl, secondo cui “la strada è sostenere le tante iniziative presenti di cure palliative e terapia del dolore, assistenza domiciliare, hospice e sostegno alle famiglie”.

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