“Non è sempre facile capire e accettare le vie di Dio, specialmente quando sono molto lontane dalle nostre”. Lo ha detto Papa Leone XIV all’Angelus recitato ieri in piazza della Libertà, a Castel Gandolfo, davanti al Palazzo Apostolico delle Ville Pontificie. Commentando il Vangelo della XXII domenica del tempo ordinario, in cui Pietro rimprovera Gesù che annuncia la passione, il Pontefice ha osservato che “la tentazione è di pensare, contro ogni logica di fede, che sia il Signore a sbagliare, o peggio ancora a non ascoltarci o a non interessarsi di noi”. Pietro, “pur nella sua impulsività”, insegna due cose: “di non interrompere mai, nemmeno in questi momenti, il dialogo con il Signore, anzi di manifestargli con fiducia anche la nostra difficoltà a comprendere ciò che ci chiede” e “di non giudicare mai l’operare di Dio, ma piuttosto di metterci in ascolto, con umiltà, nella preghiera, di ciò che ci sta rivelando attraverso il suo agire, anche quando non corrisponde alle nostre attese”. Di qui l’invito di Leone XIV ad avere “la stessa sincerità di Pietro, nel dirgli umilmente ciò che davvero sentiamo, anche quando il cuore è confuso”, e la sua “stessa docilità, nell’accettare ciò che ci chiede al di là delle nostre attese”.