“A distanza di tre anni dalla strage di Brandizzo, che costò la vita a cinque operai desideriamo riaffermare con forza che la sicurezza sul lavoro non può essere considerata un semplice adempimento burocratico, ma rappresenta un dovere morale, sociale e civile. Ogni lavoratrice e ogni lavoratore ha diritto a svolgere la propria attività in condizioni che tutelino la vita, la salute e la dignità della persona”. Lo afferma l’Ufficio della Pastorale sociale e del lavoro dell’arcidiocesi di Vercelli in un comunicato diffuso in occasione del terzo anniversario della strage avvenuta a Brandizzo nella notte tra il 30 e il 31 agosto 2023 quando cinque operai vennero stati travolti da un treno in transito.
“Purtroppo, come sottolinea Papa Leone XIV, ancora oggi sono troppi gli incidenti e le ‘morti bianche’ che si consumano nei luoghi di lavoro”, prosegue il comunicato: “Quelli che dovrebbero essere spazi di vita frequentemente si trasformano in luoghi di morte e di desolazione. Queste parole sottolineano come la sicurezza deve diventare sempre più una responsabilità condivisa che abbraccia diversi settori”. “Prevenire gli incidenti sul lavoro significa infatti investire nella formazione, nella manutenzione, nell’organizzazione del lavoro e nella cultura della prevenzione”, proseguono dalla Pastorale sociale e del lavoro diocesana, sottolineando che “significa soprattutto non accettare che la fretta, il profitto o la riduzione dei costi possano prevalere sul valore della vita umana”.