“I centri di accoglienza sovraffollati che ospitano le famiglie colpite dalle inondazioni in Nepal stanno mettendo a rischio la salute e la sicurezza dei bambini”. Lo ha dichiarato Save the Children, sottolineando che in un solo pomeriggio il numero di bambini accolti in un centro a Nuwakot, visitato dagli operatori dell’Organizzazione, è raddoppiato.
“Con strade e ponti distrutti, molti sopravvissuti nei distretti di Rasuwa, Nuwakot e Dhading rimangono privi di servizi essenziali, senza casa né acqua potabile, cibo, assistenza medica e servizi di protezione dell’infanzia”, si legge in un comunicato nel quale viene sottolineato che “molti bambini e le loro famiglie vengono trasferiti in centri di accoglienza temporanei allestiti dal governo o dalle autorità locali in scuole e impianti sportivi, dove vengono registrati e assistiti per poi essere indirizzati verso presidi medici, punti di distribuzione degli aiuti o nei rifugi sulle colline circostanti le aree colpite dall’alluvione. Alcune famiglie dormono anche sul pavimento dei centri di distribuzione degli aiuti a causa del numero limitato di alloggi disponibili”.
Gli operatori di Save the Children hanno visitato un centro di accoglienza a Nuwakot, uno dei principali distretti del Nepal centrale colpiti dalle inondazioni improvvise, a circa 37 miglia (59 chilometri) dalla capitale Kathmandu. Nell’arco di un pomeriggio, il numero di bambini ospitati nel centro è raddoppiato, passando da 30 a 60 nell’arco di un pomeriggio, dopo che altre famiglie e altri bambini sono stati trasportati sul posto con dei camion. Il rapido aumento del numero di bambini e famiglie che arrivano nei centri di accoglienza, le cui capacità sono limitate, sta esercitando un’ulteriore pressione su strutture già al limite e desta preoccupazione per la salute, la sicurezza e l’accesso dei bambini ai servizi essenziali.
“In questo momento siamo estremamente preoccupati per i bambini, esposti a stress psicologico dopo un disastro di tale portata. I trasferimenti da un centro di accoglienza all’altro senza una motivazione adeguata o senza un adeguato sistema di tracciamento aggrava significativamente i rischi a cui sono esposti”, ha spiegato Tara Chettry, direttrice nazionale di Save the Children Nepal. “La stabilità – ha aggiunto – è fondamentale per i bambini dopo un disastro. Non solo provano angoscia per aver perso amici e familiari, ma ora devono affrontare un ulteriore motivo di ansia. Esortiamo le autorità locali ad agire rapidamente per allestire rifugi temporanei sicuri e spaziosi per i bambini e a garantire che ogni loro spostamento sia attentamente pianificato, coordinato e guidato nell’interesse superiore del minore”.
Save the Children è presente a Nuwakot e sta distribuendo beni di prima necessità a bambini e famiglie, tra cui kit per neonati e kit igienici, oltre a coperte, spazzolini da denti e giocattoli per i bambini, per aiutarli a riprendersi dal trauma subito. L’Organizzazione sta inoltre fornendo acqua potabile alle famiglie colpite e collaborando con le autorità locali, ove necessario, per ricongiungere i bambini separati dalle loro famiglie.