Le vittime civili in Ucraina continuano ad aumentare in modo allarmante. Secondo l’ultimo aggiornamento della Hrmmu-Human rights monitoring mission in Ukraine (Missione di monitoraggio dei diritti umani delle Nazioni Unite in Ucraina), nel solo mese di giugno 2026 sono stati uccisi almeno 293 civili e altri 1.990 sono rimasti feriti: è il bilancio mensile più grave dall’aprile 2022. Nel primo semestre dell’anno l’Onu ha verificato 1.396 morti e 7.978 feriti, con un incremento del 37% rispetto allo stesso periodo del 2025. A pesare sono soprattutto l’intensificazione degli attacchi russi con missili a lungo raggio e droni contro aree urbane lontane dalla linea del fronte, tra cui Kyiv e Dnipro, ma anche l’impiego sempre più diffuso di droni a corto raggio nelle zone di combattimento. La responsabile della Missione, Danielle Bell, parla di una “tendenza allarmante” che dimostra come i rischi per la popolazione civile stiano crescendo “per portata e complessità”. Particolarmente drammatiche le testimonianze raccolte tra gli sfollati: molti raccontano di sentirsi “braccati” dai droni anche mentre svolgono attività quotidiane, come fare la spesa, passeggiare o cercare di mettersi in salvo. Una donna anziana evacuata dalla regione di Zaporizhzhia ha riferito ai monitor delle Nazioni Unite: “C’erano droni ovunque. Non sapevo dove nascondermi. Sparano e colpiscono giorno e notte”. Dall’inizio dell’invasione russa, il 24 febbraio 2022, la Missione Onu ha verificato almeno 16.431 civili uccisi e 48.613 feriti, tra cui oltre 3.700 bambini, precisando che il numero reale delle vittime è con ogni probabilità molto più elevato a causa delle difficoltà di accesso alle aree interessate dal conflitto.