Rafforzare la protezione delle donne lavoratrici migranti, prevenire la tratta di esseri umani e migliorare il coordinamento tra istituzioni. È l’obiettivo dell’iniziativa promossa dall’Ilo-International labour organization (Organizzazione internazionale del lavoro) e dall’Unodc-United Nations office on drugs and crime (Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine) nell’ambito del progetto Protect, finanziato dall’Unione europea e realizzato in 5 distretti dell’Indonesia caratterizzati da un’elevata migrazione per lavoro. Tra marzo e maggio 2026 sono stati organizzati percorsi di formazione che hanno coinvolto 203 partecipanti, tra funzionari pubblici, forze dell’ordine, magistrati, sindacati, operatori sociali e rappresentanti della società civile, con l’obiettivo di riconoscere tempestivamente i segnali di tratta e lavoro forzato e garantire una risposta coordinata alle vittime. Il progetto punta a superare la frammentazione tra il sistema di tutela del lavoro e quello della giustizia penale, favorendo una presa in carico integrata delle persone più vulnerabili. Attraverso i Centri unici per i lavoratori migranti sono già stati raggiunti circa 7.500 migranti, l’85% dei quali donne, con servizi di orientamento, assistenza sanitaria, supporto psicologico e legale, mentre le campagne di sensibilizzazione hanno coinvolto oltre 69mila lavoratrici migranti. Nelle diverse aree del Paese, spiegano le agenzie Onu, i rischi assumono forme differenti: dai falsi matrimoni utilizzati per mascherare lo sfruttamento al reclutamento online e all’azione di intermediari illegali che favoriscono la migrazione irregolare. Per Ilo e Unodc il rafforzamento della cooperazione tra istituzioni e comunità locali rappresenta uno strumento essenziale per individuare precocemente le situazioni di vulnerabilità, proteggere le vittime e contrastare in modo più efficace la tratta di esseri umani.