Pastorale giovanile: don Zaccaria (Puglia), “l’evangelizzazione non è offrire risposte precostituite, ma salire sul carro degli altri”

“L’evangelizzazione oggi non è, innanzitutto, un offrire risposte precostituite, ma, come dice l’icona di oggi, va e accostati: è mettersi accanto per lasciarsi ospitare, per salire sul carro”. Così don Francesco Zaccaria, docente alla Facoltà Teologica pugliese e direttore dell’Istituto pastorale pugliese, intervenendo ieri al 29° convegno nazionale di pastorale giovanile di Brindisi sui modelli di evangelizzazione con i giovani. Don Zaccaria ha passato in rassegna tre modelli oggi presenti nella pastorale giovanile, rilevandone pregi e rischi: quello emotivo, che valorizza le emozioni nell’esperienza di fede ma espone al rischio dell’emotivismo; quello dottrinale, che risponde al bisogno di orientamento ma rischia l'”indietrismo” denunciato da papa Francesco; quello digitale, che abita il continente in cui i giovani vivono ma può scivolare nella superficialità e nel personalismo dell’influencer. Pur riconoscendo le istanze legittime di ciascun modello, il teologo ha indicato tre coordinate per un’evangelizzazione rinnovata: essere “esploratrice”, capace di discernere i segni di Dio già presenti nella vita dei giovani; essere integrale, perché “non c’è evangelizzazione senza la carne dei poveri e senza la dimensione sociale”; non cedere sull’accompagnamento al discernimento, facendo della comunità il soggetto corresponsabile del cammino. “Ci vuole molto più coraggio a lasciarsi ospitare dai giovani piuttosto che a ospitarli — ha concluso —. Filippo e l’eunuco escono tutti e due dall’acqua rinati: l’evangelizzatore e l’evangelizzato escono cambiati da quell’incontro”.

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