Antisemitismo: Ajc presenta un piano globale, Deutch (Ceo) “serve un cambiamento fondamentale”

(Foto AFP/SIR)

“Ci sono momenti in cui una minaccia richiede più della vigilanza, esigendo un cambiamento fondamentale nel modo in cui si agisce. Quel momento è adesso”. Con queste parole Ted Deutch, amministratore delegato dell’American Jewish Committee (Ajc, https://www.ajc.org/global-forum-2026), ha presentato al Global Forum 2026 (in corso a Washington dal 31 maggio al 2 giugno), il nuovo “Combating Antisemitism Playbook”, una roadmap operativa pensata per aiutare i leader della società a comprendere, affrontare e prevenire l’antisemitismo. Nel suo intervento, davanti a una platea di oltre 2mila partecipanti provenienti da più di 70 Paesi, Deutch ha evidenziato come “l’antisemitismo stia crescendo e trasformandosi rapidamente, diventando anche più violento e superando le strategie adottate finora per contrastarlo”. Da qui la necessità di strumenti nuovi e più incisivi. Il documento nasce infatti dalla richiesta, proveniente dalla comunità ebraica e dai suoi alleati, di risposte “proattive e lungimiranti” contro l’odio antiebraico. Il Playbook è il risultato di un ampio lavoro di consultazione che ha coinvolto oltre 60 figure provenienti da diversi ambiti – istituzioni, forze dell’ordine, scuola, mondo della tecnologia e società civile – riunite in workshop operativi per definire un approccio concreto e coordinato. L’obiettivo è offrire una strategia “di sistema”, tra le più complete finora elaborate negli Stati Uniti per affrontare l’antisemitismo contemporaneo. Non si tratta di una guida generica, fa sapere l’Ajc, ma di uno strumento pratico e articolato, con raccomandazioni specifiche per 13 settori della società, dall’istruzione ai social media fino alle aziende di intelligenza artificiale. L’intento è rispondere in modo chiaro alla domanda che diversi leader si pongono: “Cosa posso fare concretamente per contrastare l’antisemitismo?” L’iniziativa entra ora nella fase operativa: durante il Forum, i partecipanti sono stati chiamati a diventare promotori del cambiamento sia negli incontri istituzionali negli Stati Uniti sia nelle proprie comunità. Da qui l’invito a condividere il Playbook con i responsabili locali – dirigenti scolastici, amministratori e leader civici –, perché “tutti abbiamo un ruolo e una responsabilità condivisa nel contrastare l’odio”. Secondo Deutch, questo momento “non riguarda solo la risposta a una crisi”, ma ha il potenziale di ridefinire il modo in cui la società comprende e affronta l’antisemitismo, con l’obiettivo di garantire alle comunità ebraiche la possibilità di vivere “senza paura, oggi e per le generazioni future”.

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