“Vivere tra tanti figli? Non equivale ad avere meno attenzioni per ciascuno di essi, ma esercitarsi a rispondere a più stimoli”. Parola di Valentina Muraglie, 48 anni, romana, consulente familiare. Valentina, con il marito Livio Proietti – 58 anni, docente di tecniche di cucina e sala in un istituto alberghiero della capitale – ha ricevuto, ieri mattina, nell’auditorium del Villaggio San Pellegrino a Misano Adriatico (Rimini) il premio “Due cuori & una tribù”, un’opera d’arte dello scultore pisano Andrea D’Aurizio. La loro testimonianza è stata ascoltata da 650 persone, convenute nella riviera romagnola per partecipare all’assemblea nazionale di Anfn-Associazione nazionale famiglie numerose.
Sposi dal 2003, Valentina e Livio abitano a Roma vicino al carcere Rebibbia insieme a quattro figli (tra naturali ed adottivi) e alla mamma di lui. In passato hanno fatto esperienza di affidamento di sei ragazzi. L’ultimo figlio, Dario, porta una malattia neurodegenerativa rara e senza cura… Dice Valentina: “Quando gli occhi di Dario, al mattino, si accendono, è come se ogni giorno stessimo vivendo la nostra Pasqua di resurrezione”.
Novanta metri quadri: non sono molti per una grande famiglia. Eppure le porte dei Proietti sono sempre aperte. “Zingarelli, cugini delle bimbe in affido, hanno fatto entra ed esci fino all’adolescenza. Amici dei nostri figli, a pranzo a cena e pure la notte… In qualsiasi momento, chiunque arrivi, trova una tavola imbandita con niente per stare insieme”. Due cuori che si allargano, una tribù che fa festa.