A dieci anni dall’attentato di Aden, il Vicariato apostolico dell’Arabia Meridionale (Avosa) ricorda le quattro Missionarie della Carità uccise il 4 marzo 2016 in Yemen. Domani, nella cattedrale di San Giuseppe ad Abu Dhabi, il vescovo Paolo Martinelli, vicario apostolico, presiederà una messa in loro memoria, invitando tutti i fedeli del Vicariato a unirsi nella preghiera per la pace nella regione. “Celebrare questo anniversario mentre l’intera area del Golfo è segnata da gravi conflitti è motivo di speranza – afferma mons. Martinelli-. Le Missionarie della Carità hanno donato la vita e alcune di loro sono ancora oggi presenti in Yemen, al servizio dei più poveri senza distinzione, testimoniando la carità di Cristo che supera ogni barriera. Guardando a loro, siamo incoraggiati a essere costruttori di pace in questa terra”. Il 4 marzo 2016 uomini armati fecero irruzione nella “Home for the Aged”, la casa per anziani gestita dalle suore ad Aden, uccidendo suor Marguerite (44 anni), suor Reginette (31), suor Judith (41) e suor Anselm (59). Solo la superiora, suor Sally, riuscì a salvarsi. Nell’attacco furono uccisi anche dodici collaboratori laici di diverse nazionalità e religioni. Il sacerdote salesiano padre Tom Uzhunnalil venne rapito e liberato nel settembre 2017. Gli ospiti della struttura non rimasero feriti. Durante l’Angelus del 6 marzo 2016 Papa Francesco definì le quattro religiose “martiri di oggi”, ricordando che “hanno dato il sangue per la Chiesa”. All’epoca mons. Paul Hinder, allora vicario apostolico dell’Arabia Meridionale, invitò a non cedere all’odio ma a continuare a servire “i più poveri tra i poveri”, certo che il sacrificio delle vittime avrebbe portato frutto. Fondate da Madre Teresa, le Missionarie della Carità sono presenti in Yemen dal 1973, su invito dell’allora governo del Nord Yemen. La casa per anziani di Aden era stata aperta nel 1992 su richiesta delle autorità locali. Oggi due comunità continuano la loro missione a Hodeidah e Sana’a, mantenendo viva una presenza discreta ma significativa, segno di speranza in un Paese segnato da anni di guerra. “La testimonianza delle Missionarie della Carità uccise ad Aden continua a nutrire la vita della nostra Chiesa e ci sfida a vivere la fede con gioia e impegno”, conclude mons. Martinelli, rilanciando l’appello alla pace per lo Yemen e per tutto il Medio Oriente.