“L’insegnamento sociale della Chiesa rimane un punto di riferimento essenziale per tenere ferma la bussola che dovrebbe guidare in una navigazione così travagliata le coscienze dei singoli e dei popoli.”. Lo ha detto questo pomeriggio mons. Mariano Crociata, presidente della Commissione delle Conferenze episcopali dell’Unione Europea, intervenendo all’incontro promosso al Parlamento Europeo dal gruppo del Ppe, su “Dialogo interculturale e religioso”.
Nel delineare le ragioni che devono spingere a promuovere un dialogo “aperto, trasparente e regolare” tra le Chiese e le religioni e le istituzioni dell’Unione Europea, mons. Mariano Crociata ha fatto riferimento alle “circostanze storiche di questo nostro tempo drammatico” ed ha parlato dell’emergere di “segni di un disordine globale risultato del parziale scardinamento dell’ordine multilaterale e delle istituzioni internazionali”. Questo scardinamento è “effetto soprattutto del tentativo di annullare lo stato di diritto e il diritto internazionale a favore dell’affermazione della volontà di potenza contro ogni buon diritto consolidato e contro il senso morale che sempre mette al centro di ogni considerazione la persona umana e i suoi diritti fondamentali. In questa ottica vanno pure considerate le crescenti e smisurate disuguaglianze economiche, che impongono al contrario di regolare la vita economica e sociale secondo principi di equità e di giustizia”.
Crociata ha parlato anche della questione ambientale, dello “sviluppo straordinariamente accelerato della ricerca tecnica, scientifica e informatica” e dell’Intelligenza Artificiale. “C’è bisogno – ha detto – di non perdere di vista la dimensione fondamentale dell’umano, perché la nostra umanità non venga sopraffatta e stravolta nella sua identità di fondo”. “Chiese e religioni, per un verso, e istituzioni statuali e dell’Unione Europea, per altro verso – ha quindi concluso Crociata -, sono tenute a tenere vivo un dialogo da cui dipende la sopravvivenza del senso di umanità senza il quale tutte le conquiste tecniche ed economiche rischiano di venire vanificate. Senza dimenticare che umanità e dignità della persona non possono essere salvaguardate senza assicurare a tutti il rispetto della libertà di religione”.