Sport: Acsi, da Terni il piano nazionale per l’accesso alle attività in acqua per le persone con epilessia

“Non si tratta di eliminare il rischio, ma di governarlo attraverso competenza e responsabilità organizzata. Quando manca una struttura formativa adeguata, si crea un’esclusione di fatto. Questo non è accettabile in un sistema che riconosce lo sport come diritto sociale”. Lo ha dichiarato Antonino Viti, presidente dell’Acsi (Associazione di cultura sport e tempo libero), al convegno “Nessuno escluso” svoltosi oggi a Terni, presso la Camera di commercio dell’Umbria. L’iniziativa, promossa dall’Acsi in collaborazione con la Flass (Federación latinoamericana de salvamento y socorrismo) e Pandora Aps, ha riunito specialisti medici, associazioni, tecnici del salvamento e rappresentanti istituzionali per affrontare il tema dell’accesso alle attività in acqua per le persone con epilessia. In Italia circa 600mila persone convivono con questa patologia: tra le limitazioni più frequenti vi è l’esclusione dalle attività acquatiche, per l’assenza di protocolli condivisi e di personale adeguatamente formato. Il progetto non interviene sul piano clinico, ma su quello organizzativo: l’obiettivo è definire un programma di formazione specialistica, linee guida operative e standard replicabili su tutto il territorio nazionale. Acsi e Flass assumeranno il coordinamento del percorso, con l’obiettivo di proporre un modello operativo alle istituzioni nazionali e regionali. Il progetto, nato in Italia e in Spagna, potrà essere esteso a livello internazionale attraverso la rete Flass.

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