Papa Francesco: ai sacerdoti, “discepoli missionari si può essere solo insieme”. Il prete “o è del popolo di Dio” o “è un aristocratico che finisce nevrotico”

(Foto Vatican Media/SIR)

“Una seconda strada da percorrere: l’appartenenza al popolo di Dio”. È quanto ha suggerito di fare Papa Francesco, ricevendo stamattina in udienza, in Aula Paolo VI, i partecipanti al convegno internazionale sulla formazione permanente dei sacerdoti sul tema: “‘Ravviva il dono di Dio che è in te’ (2Tm 1,6). La bellezza di essere discepoli oggi. Una formazione unica, integrale, comunitaria e missionaria”, che ha luogo a Roma dal 6 al 10 febbraio. “Discepoli missionari si può essere solo insieme. Possiamo vivere bene il ministero sacerdotale solo immersi nel popolo sacerdotale, dal quale anche noi proveniamo. Questa appartenenza al popolo – non sentirci mai separati dal cammino del santo popolo fedele di Dio – ci custodisce, ci sostiene nelle fatiche, ci accompagna nelle ansie pastorali e ci preserva dal rischio di staccarci dalla realtà e di sentirci onnipotenti. Stiamo attenti, perché questa è anche la radice di ogni forma di abuso”, ha messo in guardia il Pontefice.
“Per restare immersi nella storia reale del popolo – ha aggiunto -, c’è bisogno che la formazione sacerdotale non sia concepita come ‘separata’, ma possa servirsi dell’apporto del popolo di Dio: di sacerdoti e fedeli laici, di uomini e donne, di persone celibi e coppie sposate, di anziani e giovani, senza dimenticare i poveri e i sofferenti che hanno tanto da insegnare”. Nella Chiesa, infatti, ha evidenziato il Santo Padre, “vi è una reciprocità e una circolarità tra gli stati di vita, le vocazioni, tra i ministeri e i carismi”. E questo “ci chiede la sapienza umile di imparare a camminare insieme, facendo della sinodalità uno stile della vita cristiana e della stessa vita sacerdotale. Ai sacerdoti, soprattutto oggi, è richiesto l’impegno di fare ‘esercizi di sinodalità'”. Poi Francesco ha ribadito: “Ricordiamolo sempre: camminare insieme. Il prete sempre insieme con il popolo a cui appartiene, ma anche insieme al vescovo e al presbiterio. Non trascuriamo mai la fraternità sacerdotale! E su questo aspetto, di essere unito al popolo di Dio, Paolo avverte Timoteo: ‘Ricordati di tua mamma e di tua nonna’. Ricordati delle tue radici, della tua storia, della storia della tua famiglia, della storia del tuo popolo. Il sacerdote non nasce per generazione spontanea. O è del popolo di Dio” o “è un aristocratico che finisce nevrotico”.

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