Bioetica: mons. Paglia, “per la prima volta nella storia l’uomo può distruggere se stesso”

“Per la prima volta l’umo può distruggere se stesso: con il nucleare, con il clima e ora anche con le nuove tecnologie emergenti e convergenti”. A lanciare il grido d’allarme è stato mons. Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la vita (Pav), intervenendo alla conferenza stampa di presentazione della Pav, sul tema “Human. Meanings and Challenges”, che si svolge da oggi fino al 14 febbraio presso il Centro Conferenze dell’Augustinianum. “C’è paura in giro, la politica non si è riunita, mentre la Pontificia Accademia per la Vita è entrata fin dall’inizio ‘in medias res'”, ha sottolineato il vescovo, ricordando che il primo documento etico sull’intelligenza artificiale è stato firmato proprio in Vaticano il 28 febbraio del 2020. “Nulla di ciò che è umano deve essere estraneo alla riflessione della Pontificia Accademia per la Vita”,  ha affermato Paglia: “Può essere anche un rischio, ma è questo ciò che ci ha chiesto Papa Francesco, con la sua lettera Humana Communitas”. “I media parlano ogni giorno di questi temi”, ha detto il presidente della Pontificia Accademia per la Vita: “Dal cheap di Elon Musk ai robot infermieri del Giappone per colmare la solitudine degli anziani”. Di qui la necessità “di dialogare con gli scienziati delle diverse discipline, con la responsabilità di aiutare l’umanità a capire qual è l’umano comune”. “Noi cattolici – ha concluso Paglia – abbiamo una marcia in più che ci obbliga a pensare al bene comune come ‘primum’ della nostra fede. La Chiesa è chiamata ad essere segno e strumento dell’unità del genere umano”. Tra le pubblicazioni più recenti della Pav, “La gioia della vita”, presto disponibile anche nelle altre lingue.

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