Perdonanza Celestiniana: card. Petrocchi (L’Aquila), “l’amore che sa rimuovere gli ostacoli dell’egoismo dà la precedenza alla verità e al bene”

“Il riconoscimento della Perdonanza, da parte dell’Unesco, nel dicembre scorso, come patrimonio immateriale dell’umanità, costituisce una dichiarazione del valore spirituale ma anche culturale di questo evento. Rappresenta per tutti noi aquilani un motivo aggiuntivo di impegno a rendere questa celebrazione un momento fondamentale di incontro fra le persone, sulla base dell’esperienza del perdono che è grazia ricevuta, vissuta e data”. Lo evidenzia il card. Giuseppe Petrocchi, arcivescovo dell’Aquila, nel saluto con cui dà “un caloroso benvenuto a tutti i pellegrini e turisti che sono presenti in città per la celebrazione della Perdonanza”.
“La Perdonanza ha una radice spirituale, evangelica. L’idea che muove Celestino V è quella di estendere sempre di più l’atteggiamento del perdono ricevuto e dato come stile di vita quotidiano delle persone – sottolinea il porporato -. Però tutto ciò che è autenticamente evangelico è anche pienamente umano, nella sua interezza, come ciò che è pienamente umano è tendenzialmente evangelico, cioè esprime valori che ritroviamo nella Parola di Dio. Allora la Perdonanza è al tempo stesso evento ecclesiale e sociale”.
per l’arcivescovo, “l’Aquila, dunque, sempre di più è chiamata a vivere una vocazione fondamentale, quella di essere una sorta di scuola di dialogo, di relazioni fondate sull’amore che sa riconciliarsi con l’altro, perché l’esperienza personale e collettiva ci dimostra che, quando prevale l’atteggiamento di rancore, di rappresaglia, allora si attivano meccanismi di inimicizia, che sono sempre fonte di divisioni e sofferenze. La Perdonanza, dunque, ci dice che l’amore che sa rimuovere gli ostacoli dell’egoismo dà la precedenza alla verità e al bene. È un amore che costruisce la città di Dio, cioè la Chiesa-comunione, ma anche la città dell’uomo”.

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