Sant’Anna di Stazzema: Fico, “indispensabile il lavoro di memoria. Spiegare ai più giovani che pace e libertà vanno alimentate e difese costantemente”

(Foto: Camera dei deputati)

“L’Italia ha conosciuto il buio della dittatura e della guerra, ma ha saputo reagire e riscattarsi, riconoscendosi nei principi di libertà e di democrazia della nostra Carta Costituzionale e nel patrimonio di valori ispirati alla solidarietà ed al rispetto dei diritti di ogni individuo. È questa la cifra di una identità che deve, in ogni tempo e condizione, continuare a contraddistinguerci ed a guidare le nostre scelte”. Lo afferma il presidente della Camera dei deputati, Roberto Fico, in un messaggio inviato al direttore del Parco nazionale della pace Museo storico della Resistenza di Sant’Anna di Stazzema, Michele Morabito, in occasione del 76° anniversario dell’eccidio di Sant’Anna di Stazzema.
“Il ricordo della inaudita e scellerata ferocia di quell’evento ci colpisce profondamente ancora oggi”, sottolinea la terza carica dello Stato, ricordando che “nessuno venne risparmiato, neppure i bambini che, appena qualche giorno prima, erano stati immortalati in una foto mentre facevano un girotondo davanti alla piazza della Chiesa”.
“Da quel tragico giorno – prosegue Fico – Sant’Anna di Stazzema è divenuta uno dei luoghi simboli che testimoniano, con particolare efficacia, quanta sofferenza, da Nord a Sud, abbia segnato il cammino del nostro Paese verso la conquista della libertà e della democrazia”. “Le Istituzioni – ammonisce il presidente della Camera – non possono lasciar calare nell’oblio un dramma come quello vissuto dalla vostra comunità, perché un Paese che non si impegnasse fino in fondo nel rimuovere ogni zona grigia del proprio vissuto finirebbe per negare una parte cruciale della propria identità storica e morale e per vanificare il senso pieno della democrazia”. E, ricordando che “la Camera ha creato un portale che consente l’accesso ai documenti acquisiti dalle commissioni di inchiesta” compresi quelli “sull’occultamento dei 695 fascicoli ritrovati nell’‘armadio della vergogna’ e riguardanti circa 15mila vittime”, Fico evidenzia che “ogni traccia documentale va recuperata per ricomporre capitoli di storia con troppe pagine strappate”. “Questo – osserva – ci aiuta nell’indispensabile lavoro di memoria che occorre portare avanti e nello spiegare ai più giovani ed alle future generazioni che la pace e la libertà vanno alimentate e difese costantemente”.

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