Coronavirus Covid-19: vescovi provincia di Frosinone su decreto Governo, “messa deve essere celebrata con il popolo, segno di unità che è anche solidarietà con gli ultimi”

“Il nuovo decreto disattende le richieste avanzate dalla comunità ecclesiale”: lo scrivono i vescovi delle tre diocesi della provincia di Frosinone, mons. Ambrogio Spreafico (Frosinone), mons. Lorenzo Loppa (Anagni), mons. Gerardo Antonazzo (Sora), in una nota congiunta sul decreto del Governo per la Fase 2 dell’emergenza coronavirus. Dopo una settimana di confronto tra Governo, Cei e Segreteria di Stato, in cui “sono state sottoposte bozze di orientamenti e protocolli, e si è ribadito che alle misure disposte dalla politica a tutela della salute, la Chiesa italiana si impegna a continuare a corrispondere in pieno, ma non può accettare che se ne comprometta la libertà di culto”, i presuli “condividono unanimi il disappunto della Cei sulle decisioni adottate perché lesive di un diritto fondamentale dei cittadini quale la libertà di culto, e perché non rispettose della legittima autonomia della Chiesa”. “Appare ingiustificabile prospettare il graduale ritorno alle attività sportive, al lavoro e alle attività quotidiane – aggiungono – e continuare ad impedire la partecipazione dei fedeli alla messa”. Auspicando la solidarietà delle istituzioni civili del territorio, i vescovi Spreafico, Loppa e Antonazzo ribadiscono che “la santa messa deve essere celebrata con il popolo”, segno di una unità “che ha permesso in questo tempo terribile del Covid-19 di esprimere tanta solidarietà verso una moltitudine di gente bisognosa”. “Ci si attende dunque che ci sia una seria e urgente riconsiderazione delle misure adottate – chiosano –. Crediamo in questo di condividere il bisogno di ogni credente, appartenente alle diverse confessioni cristiane e religioni”.

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