Libia: Di Maio (min. Esteri), “operazione Sophia sarà chiusa, obiettivo è il via libera alla nuova missione il prossimo 23 marzo”

“Nell’ultimo Consiglio degli Affari esteri dell’Ue, tutti gli Stati all’unanimità convenivano sul fatto che Sophia non potesse soddisfare le esigenze di una missione che, in questo momento, deve bloccare l’ingresso di armi in Libia”. Lo ha ribadito il ministro degli Affari esteri, Luigi Di Maio, intervenendo oggi pomeriggio al Question time nell’aula di Palazzo Madama.
Rispondendo ad un’interrogazione sulla nuova missione aeronavale nel Mediterraneo centrale, Di Maio ha fatto notare che “per fermare anche ulteriori potenziali partenze di migranti o la proliferazione del terrorismo in Libia dobbiamo arrivare ad un cessate il fuoco”, obiettivo che si raggiunge solo se si riesce a “bloccare l’ingresso di armi, via aerea, via mare, via terra in Libia”. “Per farlo – ha proseguito – abbiamo creato una nuova missione con un mandato esclusivo che va nella direzione di bloccare l’ingresso di armi con sorveglianza aerea e navale ma, se le parti libiche saranno d’accordo, anche ai confini terrestri”. Inoltre, “continuiamo a formare la Guardia costiera libica per gestire le rotte dei migranti” e “in maniera secondaria portiamo avanti quelli che erano gli obiettivi di contrasto ai cosiddetti scafisti”. “L’operazione Sophia sarà chiusa”, ha confermato Di Maio riportando quanto deciso dai ministeri degli Affari esteri dell’Ue: “La nuova operazione avrà come obiettivo l’attuazione dell’embargo sulle armi; l’operazione includerà 7 aerei satellitari e marittimi; l’area delle operazioni sarà definita in linea con il mandato concordato”. Tra “i compiti secondari” ci sarà “la lotta al crimine organizzato responsabile delle migrazioni” nonché “il training della marina e guardia costiera libica”. Di Maio ha riferito di “preoccupazioni sul potenziale impatto sui flussi migratori” e “questo aspetto verrà monitorato con attenzione”. “In caso di osservazione di ‘pull factor’ sulla migrazione – ha precisato – gli assetti navali saranno ritirati dall’area interessata”.
Nei prossimi giorni saranno discussi i dettagli “per individuare tutte le regole d’ingaggio di questa missione a livello tecnico”. L’obiettivo è quello che “il 23 marzo il prossimo Cae possa deliberare definitivamente la missione. Noi faremo notare che sia il quartier generale che il comando sono in Italia e non è un caso che la fase istruttoria sia stata affidata a quell’impianto di personale e sedi che gestivano Sophia”. Questo significa che “si continua a riconoscere l’importanza dell’Italia nel guidare queste missioni”.

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