Incontro Cei sul Mediterraneo: mons. Cacucci (Bari), “nel Mediterraneo si vive una Chiesa di popolo”

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

(da Bari) “Nel Mediterraneo si vive una Chiesa di popolo”. Lo ha detto mons. Francesco Cacucci, arcivescovo di Bari-Bitonto, intervenendo alla prima conferenza stampa dell’incontro “Mediterraneo, frontiera di pace”, in corso a Bari per iniziativa della Cei. Sia nella sponda Nord che nella sponda Sud del Mediterraneo, l’analisi del vescovo, “la Chiesa vive, anche se è minoritaria: è una Chiesa che vive la realtà immersa nel popolo. È una Chiesa di popolo che ha bisogno di essere sostenuta”. “Spesso noi abbiamo una visione legata al turismo, mentre conosciamo meno le Chiese che vivono nel Medio Oriente o nel Nordafrica”, ha lamentato Cacucci a proposito del Mediterraneo. Di qui l’importanza della conoscenza reciproca tra le Chiese, che iniziative come quella di Bari si propongono di incrementare: “Dobbiamo e vogliamo collaborare insieme in modo più sistematico. Questo aiuterebbe anche la vecchia Europa a vivere come Chiesa di popolo”. Tra i temi trattati nel primo momento di confronto tra i 58 vescovi partecipanti, provenienti dai diversi Paesi – ha riferito l’arcivescovo di Bari-Bitonto – figurano i gemellaggi tra le diocesi e la questione dei “fidei donum” come cartina di tornasole dell’attività missionaria. “La riflessione sul Mediterraneo è una riflessione sulla cattolicità”, l’analisi di Cacucci: “La cattolicità indica universalità e ci dice che oggi nel Mediterraneo del Sud come in Europa anche le piccole comunità di cattolici, le piccole comunità cristiane, fanno parte dell’universalità della Chiesa”. “Il Mediterraneo è un tema che tocca non solo l’Europa”, ha fatto notare il presule: “Tante nazioni europee guardano al Mediterraneo, ma sono segnate da interessi economici che non sempre sono in armonia con il rispetto dei principi evangelici”. “Il Vangelo non può essere motivo di discriminazione, di non rispetto dei Paesi e delle comunità cristiane che vivono in questi Paesi e sono oggetto di discriminazione”, il monito di Cacucci, che ha stigmatizzato la “congiura del silenzio”, più volte denunciata da Papa Francesco, verso quei Paesi nei quali è presente il martirio.

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