Economia: Commissione Ue, “indeterminatezza da Usa, America Latina, Cina, Medio Oriente e Regno Unito”

(Bruxelles) Nella zona euro le previsioni relative all’inflazione (indice armonizzato dei prezzi al consumo) sono state riviste al rialzo, all’1,3% nel 2020 e all’1,4 % nel 2021, con un aumento di 0,1 punti percentuali per entrambi gli anni rispetto alle previsioni economiche d’autunno 2019: “Questa previsione – chiariscono le indicazioni economiche rese note dalla Commissione – è specchio di timidi segnali che retribuzioni più elevate potrebbero ora iniziare a riflettersi sui prezzi al consumo e di una revisione lievemente al rialzo delle ipotesi sui prezzi del petrolio”. Anche per l’Ue27 le previsioni relative all’inflazione per il 2020 sono state riviste al rialzo di 0,1 punti percentuali per attestarsi all’1,5%, mentre restano invariate, all’1,6%, le previsioni per il 2021. Il documento dell’esecutivo aggiunge: “Se alcuni rischi di revisione al ribasso sono svaniti, ne sono emersi di nuovi e il bilancio complessivo continua a puntare verso il basso. La ‘fase uno’ dell’accordo commerciale tra gli Stati Uniti e la Cina ha contribuito a ridurre in una certa misura i rischi di revisione al ribasso, ma l’elevato grado di incertezza che circonda la politica commerciale degli Stati Uniti continua a impedire il diffondersi di un clima di fiducia tra le imprese”. Inoltre, i “disordini sociali in America Latina rischiano di compromettere la ripresa economica della regione e l’inasprimento delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente ha aumentato il rischio di un conflitto nella regione”.
Ancora: “Nonostante l’attuale chiarezza sulle relazioni commerciali tra l’Ue e il Regno Unito per il periodo di transizione, permangono forti incertezze sul futuro partenariato con il Regno Unito”. L’epidemia del coronavirus da Covid-19, con le sue implicazioni per la salute pubblica, l’attività economica e il commercio, in particolare in Cina, “rappresenta un nuovo rischio di revisione al ribasso. L’ipotesi di base è che si registri un picco dell’epidemia nel primo trimestre, con ricadute a livello mondiale relativamente limitate. Tuttavia, maggiore sarà la durata dell’epidemia, maggiore è la probabilità di ripercussioni sul clima economico e sulle condizioni di finanziamento globali. I rischi connessi ai cambiamenti climatici, benché siano principalmente rischi a lungo termine, non possono essere esclusi nel breve periodo”.

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