Diocesi: mons. Marino (Nola), “chiamati a restaurare la ‘vera immagine’ di san Paolino nel cuore della nostra devozione”

(Foto diocesi di Nola)

Parole di consolazione e provocazione spirituale sono quelle che il vescovo di Nola, mons. Francesco Marino, attraverso il messaggio “San Paolino, cantore della magnifica humanitas” rivolge alla Chiesa nolana, in occasione della solennità del santo patrono, che ricorre oggi. “Consolazione, perché il Vangelo è il balsamo di speranza” e “provocazione, perché la sollecitudine pastorale per le nostre comunità non ci permette di restare indifferenti o inermi spettatori”.

(Foto diocesi di Nola)

Il vescovo di Nola invita a “restaurare la vera immagine della nostra umanità”: “Dobbiamo comprendere che, prima ancora di restaurare il legno della statua, siamo chiamati a restaurare la ‘vera immagine’ di san Paolino nel cuore della nostra devozione, liberandola da ogni abitudine sterile e dal tradizionalismo disincarnato per riscoprire il volto autentico del santo vescovo che si fece servo degli ultimi e prossimo a chiunque fosse smarrito. Si tratta, anche, di restaurare la vera immagine della nostra umanità, spesso sfigurata dal male in tutta la sua tragicità. Quante forme di povertà, antiche e nuove, ci chiedono oggi di essere comprese e accolte”. Di fronte a tutto questo, “non possiamo restare indifferenti: è questione di umanità ed è per noi credenti anche questione di fede”.
La devozione va attualizzata, sottolinea ancora, “non può ridursi a un mero attaccamento esteriore o a espressioni paganeggianti”. In particolare, il vescovo invita a non dimenticare i giovani, ricordando con affetto e commozione il piccolo Domenico Caliendo e la giovane Imma Panico, affidandoli, insieme ai familiari, al Signore: “Ogni giovane è per noi un dono prezioso, un mistero da custodire con tenerezza”. Quindi, l’invito: “Non trascuriamo, in quest’impegno ad aiutare i ragazzi e i giovani, la risorsa aggregativa che possono rappresentare anche i comitati, le paranze e le corporazioni della Festa dei Gigli”.
Mons. Marino rileva: “Quando Paolino abbelliva spazi abbandonati e cimiteriali, stava affermando che l’uomo non è un dato statistico, né una somma di funzioni, ma un sacrario abitato dallo Spirito”. L’ecologia della bellezza paoliniana è necessaria oggi in “un territorio martoriato dagli scempi ambientali e dall’inquinamento, che minano la salute di troppe famiglie”, spiega il vescovo di Nola, richiamando le parole di Papa Leone XIV nella recente visita ad Acerra: “Dobbiamo ricomporre la frattura tra vita e territorio, persona umana e bene comune”.
Il vescovo Marino si rivolge ai sindaci del territorio diocesano: “Il vostro mandato non è l’esito di una vittoria elettorale, ma una vocazione alta alla quale siete chiamati”. Il presule chiede di “studiare e diffondere la Dottrina sociale della Chiesa”. Come amava ripetere San Giovanni XXIII, “la parrocchia deve essere ‘la fontana del villaggio’, dove si attinge l’esperienza dell’autentica umanità. In particolare, il Consiglio pastorale parrocchiale diventi, con audacia, il luogo del discernimento comunitario, in una sinergia operativa e costante con le istituzioni civili per la cura coraggiosa della città e la costruzione della Civiltà dell’amore”. Paolino, conclude il vescovo Marino, “ha costruito ponti laddove il mondo vedeva solo confini e barriere”.

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