Una sentenza destinata a fare giurisprudenza per le minoranze religiose irachene arriva da un tribunale dell’Iraq, che ha riconosciuto a una giovane donna cristiana il diritto di correggere la propria appartenenza religiosa nei registri dello Stato. La notizia è stata resa nota da Porte Aperte/Open Doors, che sottolinea come il caso possa aprire la strada ad altri cittadini che si trovano in situazioni analoghe. Protagonista della vicenda è Maryam (pseudonimo) che, pur essendo cresciuta nella fede cristiana, risultava ufficialmente registrata come musulmana. La situazione derivava dall’applicazione dell’articolo 26(2) della legge n. 3 del 2016, secondo cui i figli minorenni devono seguire la religione del genitore convertito all’islam. Dopo il matrimonio della madre con un uomo musulmano, infatti, il suo status religioso era stato modificato automaticamente nei registri governativi. Raggiunta la maggiore età, Maryam ha deciso di avviare un’azione legale per ottenere il riconoscimento della propria identità religiosa. Nel gennaio 2025 ha presentato ricorso e il tribunale le ha ora dato ragione, stabilendo il suo diritto a scegliere liberamente la propria religione e a vederla correttamente riportata nei documenti ufficiali. Secondo Adf International, organizzazione impegnata nella difesa legale della libertà religiosa che ha sostenuto il caso, il governo iracheno dovrebbe presentare appello davanti alla Corte Federale di Cassazione. Se la decisione dovesse essere confermata, potrebbe costituire un precedente importante per altre persone che desiderano correggere la propria registrazione religiosa. La sentenza richiama l’attenzione su una questione che interessa diversi Paesi del Medio Oriente, dell’Asia meridionale e del Sud-est asiatico, dove l’appartenenza religiosa registrata dallo Stato è spesso difficile da modificare. Registrazioni imposte o non corrispondenti alla fede effettivamente professata possono avere conseguenze rilevanti nella vita quotidiana: dall’istruzione religiosa dei minori alle norme sul matrimonio, dall’eredità al diritto di famiglia, fino all’applicazione di differenti sistemi giuridici. Le due sorelle minori di Maryam risultano ancora registrate come musulmane, ma potranno intraprendere un percorso analogo una volta raggiunta la maggiore età.