“Nel corso dei secoli, è diventato punto di riferimento e meta di pellegrini di intere generazioni che in San Michele vedono un potente difensore contro le porte del male. Siamo costernati e addolorati per il danno provocato al portone, totalmente distrutto dalle fiamme, e per il furto sacrilego della corona e della spada dell’Arcangelo”. Lo dice mons. Alfonso Raimo, vescovo ausiliare di Salerno-Campagna-Acerno, commentando il grave atto vandalico compiuto ai danni della chiesa di San Michele Arcangelo al Pizzo, a Calvanico, collocata sulla vetta della montagna che sovrasta la Valle dell’Irno, consumato nella notte tra il 29 e il 30 maggio.
“Siamo però fermamente convinti che ben presto la radicata devozione del popolo saprà riportare la chiesa allo splendore che gli compete. L’oltraggio arrecato a quel luogo non solo non lede la devozione delle nostre popolazioni, ma ne consolida ulteriormente la fede”, sottolinea il presule.
“Preghiamo per la conversione di coloro che hanno compiuto questo insano gesto perché si ravvedano e restituiscano quanto sottratto. L’ondata di sdegno che ha fatto seguito alla diffusione della notizia deve aiutarci a comprendere la funzione di questi luoghi, autentiche pietre militari di una storia di fede che ha forgiato la nostra umanità”, conclude mons. Raimo.