L’Ordinario militare per l’Italia, mons. Gian Franco Saba, ha visitato ieri il personale imbarcato su Nave Morosini, impegnata nell’operazione Irini, guidata dall’ammiraglio di divisione Marco Casapieri. L’Operazione Irini è una missione militare dell’Ue avviata il 31 marzo 2020 nel Mediterraneo centrale con l’obiettivo di far rispettare l’embargo sulle armi verso la Libia, stabilito dalle Nazioni Unite. La visita, riferisce una nota dell’Ordinariato militare (Omi), ha rappresentato “un segno concreto di vicinanza pastorale agli uomini e alle donne della Difesa impegnati in un delicato servizio alla comunità internazionale. In un contesto segnato da tensioni geopolitiche, conflitti e nuove forme di criminalità transnazionale, la presenza della Chiesa accanto ai militari vuole essere testimonianza di attenzione alla persona, sostegno morale e spirituale e riconoscimento del valore del servizio prestato per la pace e la sicurezza dei popoli”. Nel corso dell’incontro, l’arcivescovo castrense ha rivolto un messaggio di incoraggiamento all’equipaggio, richiamando il significato della missione affidata alla Forza Armata: “essere custodi della legalità internazionale e operatori di pace in uno spazio, il Mediterraneo, che continua a rappresentare un crocevia di popoli, culture e speranze”. Durante l’omelia della messa per la solennità della Trinità, mons. Saba ha indicato la figura di sant’Agostino, “vissuto non molto lontano da questo luogo dove ci troviamo e che ha attraversato anche questo mare, cercando la verità e il senso della sua esistenza”. “Questo – ha affermato – è il desiderio di Dio: abbracciare l’umanità nell’amore, la vostra missione e la nostra missione, perché è comune, qui nel cuore del Mediterraneo, è per far sentire l’abbraccio di Dio soprattutto ai più fragili e deboli”. “Essere qui nel Mediterraneo – ha aggiunto – significa essere inviati per abbracciare l’umanità. Questa nave non è un luogo dal quale partono minacce, ma il messaggio della pace, gesti di amore per costruire riconciliazione”. Un pensiero è andato anche ai militari impegnati nel soccorso: “Penso a quanti di voi hanno abbracciato vite in difficoltà, nella disperazione”. Infine, ricordando le parole di Papa Leone XIV che li ha definiti “ministri che custodiscono i deboli”, l’Ordinario ha espresso fiducia “nella possibilità di costruire percorsi per una cultura di un Mediterraneo aperto, inclusivo e pacifico”.