A Misano Adriatico, dove è in corso l’assemblea nazionale dell’Associazione nazionale famiglie numerose-Anfn, è intervenuto Domenico Menorello, portavoce del network “Ditelo sui tetti”. “Si tratta – ha spiegato Menorello – di una semplice e spontanea amicizia operosa, un network informale, ma molto vivace, fra persone e associazioni che sono impegnate in oltre cento realtà associative anche molto diverse, ma che si aiutano in un giudizio pubblico comune, nel ‘cambio d’epoca’, quando sono scomparse, sparite, evaporate tutte le certezze. Realtà che si domandano quale concezione dell’umano venga in gioco davanti a tante scelte pubbliche, soprattutto legislative. E si accorgono che spesso si vuole imporre un’idea di uomo monade, solitario, che vale solo se ha successo”. Una monade, ha osservato ancora Menorello, “che vale solo se afferma la proiezione di sé stesso. La realtà e le relazioni gli divengono vincoli da cui liberarsi. ‘Vive etsi communitas non daretur’ (‘Tu sopravviveresti anche se la comunità non esistesse’), come ci spiega da anni Stefano Zamagni. Una idea di uomo che usa la tecnica e il diritto per liberarsi dai rapporti e alla stessa realtà. Proprio all’inizio del ‘cambio d’epoca’, nel 2015, la legge 55 ha reso quasi immediata la dissoluzione del matrimonio, considerato un fatto privato. Sì, perché la possibilità di risolvere il vincolo matrimoniale senza un giudice significa negare che il matrimonio, la famiglia abbia un senso verso altri, verso i figli e verso l’intera comunità! E nel 2016, la legge 76 ha creato modelli familiari privi di legami stabili, responsabilità verso il nucleo e apertura alla vita”.
Così “Ditelo sui Tetti”, ha chiarito il suo portavoce, “propone anche scelte legislative che, invece, abbiano al fondo un umano tutto intero, con cui si parte dal desiderio di verità, di bellezza, di Dio”. “E uniti si incide”, ha osservato Menorello. Sono oltre 60, ad oggi, le norme approvate, alcune anche con il sostegno delle famiglie numerose.