In un rapporto intitolato “Solo fonti ufficiali: l’indottrinamento nel sistema educativo russo”, Amnesty International accusa le autorità della Russia di negare alle alunne e agli alunni il diritto a un’istruzione di qualità “attraverso lezioni e libri di testo pieni di propaganda, con finalità d’indottrinamento e per giustificare la guerra di aggressione contro l’Ucraina. Il risultato è la soppressione della libertà d’espressione, del pensiero indipendente e dell’accesso alle informazioni”. Il rapporto di Amnesty International, diffuso oggi, descrive come le alunne e gli alunni della Russia e dei territori dell’Ucraina occupati dalla Russia siano “sottoposti a un’oppressiva ideologia di stato attraverso programmi di studio elaborati a livello centrale. Il personale docente deve controllare online le alunne e gli alunni, raccogliere informazioni sulle loro opinioni e denunciare chi esprime visioni dissidenti su questioni politiche e sociali”. “Da templi della conoscenza, le scuole russe sono state trasformate in fabbriche di obbedienza. È lo stato russo a stabilire cosa le alunne e gli alunni devono imparare sul paese, sugli stati vicini e sul resto del mondo. Usare le scuole a scopo di propaganda politica non è un fenomeno che riguarda solo la Russia, ma l’intensità e l’ampiezza dell’azione del Cremlino per porre l’indottrinamento al centro del sistema educativo sono sistematiche”, dichiara Marie Struthers, direttrice di Amnesty International per l’Europa orientale e l’Asia centrale.
“I libri di testo russi presentano una sola visione della storia, che giustifica ogni decisione presa a Mosca circa l’uso della forza contro gli stati vicini. L’aggressione tuttora in corso contro l’Ucraina è descritta come una necessità storica e una questione di sopravvivenza nazionale e ogni opinione alternativa è delegittimata come ostile o distruttiva”. “Un’istruzione del genere non è conforme agli standard e alle norme del diritto internazionale, poiché priva le alunne e gli alunni dell’opportunità di formarsi proprie opinioni, di apprendere in modo indipendente e di elaborare un pensiero critico proprio nell’età della formazione. La Russia viola gli obblighi derivanti da tutta una serie di trattati internazionali, tra i quali la Convenzione sui diritti dell’infanzia”.