“Nessuna persona può essere lasciata ai margini della trasformazione digitale”. È il monito del Papa, nel discorso in inglese con cui è intervenuto alla presentazione della sua prima enciclica. “Il vero sviluppo, dice Papa Paolo VI, riguarda sempre ogni uomo e l’uomo nella sua totalità”, la citazione: “Totalità significa che nessuno può essere ridotto alla produttività, alla performance cognitiva o a semplici dati. La persona porta in sé una libertà, un’interiorità e una vocazione all’amore e all’adorazione che nessuna macchina può sostituire o bloccare”. “Solo con una visione così integrale l’intelligenza artificiale può essere diretta verso il bene comune”, ha affermato Leone: “Solo insieme – coloro che progettano sistemi e coloro che ne sono coinvolti, paesi più ricchi e più poveri, istituzioni e individui, centri di potere e periferie – saremo in grado di costruire un futuro, non per pochi privilegiati, ma per l’intera famiglia umana. Questa è la civiltà dell’amore di cui parlava San Paolo VI e che San Giovanni Paolo II proclamava con tanta forza come un orizzonte da cercare insieme. Non è un sogno ingenuo. È una direzione. È il cammino che Gesù Cristo apre nella storia”.