Consiglio d’Europa: Assemblea parlamentare, l’aumento delle violenze contro i politici minaccia la democrazia

“La violenza non ha posto in democrazia”, ha dichiarato ieri l’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, mentre i parlamentari hanno messo in guardia rispetto al fatto che l’aumento delle violenze e del discorso d’odio contro i politici rappresenta una minaccia diretta alla vita democratica e al pluralismo. Durante la discussione di questo tema in plenaria, l’Assemblea, adottando una risoluzione basata sul rapporto di Elisabetta Gardini (Italia), ha sottolineato che questi attacchi, che siano fisici, psicologici, sessuali o economici, online o offline, possono avere un “effetto dissuasivo sulla partecipazione democratica alla vita politica”, scoraggiando sia i rappresentanti eletti sia le persone che prevedono di impegnarsi in politica. I parlamentari hanno sottolineato che tali violenze possono costringere i politici a “modificare il loro comportamento, limitare la loro partecipazione a eventi pubblici o ridurre la loro interazione con la popolazione”, indebolendo in ultima analisi il pluralismo, la rappresentatività e la qualità dei processi democratici. Hanno inoltre sottolineato che le donne in politica, i rappresentanti di gruppi minoritari e i giovani politici e funzionari pubblici vengono colpiti in modo sproporzionato e richiedono un’attenzione particolare. L’Assemblea parlamentare ha dichiarato che, nel quadro del Nuovo patto democratico per l’Europa, il Consiglio d’Europa potrebbe svolgere un ruolo centrale nel combattere questo fenomeno a tutti i livelli. Ha chiesto pertanto al Comitato dei ministri di valutare l’istituzione di un meccanismo per individuare e monitorare specifiche minacce o episodi di violenza contro i politici a livello locale, regionale e nazionale.

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