Un documento lungo 70 pagine per denunciare le condizioni delle persone nei centri di detenzione tra Libia e Tunisia, arrestate e vendute a gruppi armati e milizie locali che le detengono fino al pagamento del riscatto. Mercoledì 22 aprile al Parlamento europeo di Bruxelles è stato presentato “Traffico di Stato”, un report sulla violazione sistematica dei diritti delle persone migranti lungo le rotte nordafricane. Dati e storie, soprattutto di donne e bambini, “venduti all’asta come schiavi o animali” racconta Rose Chabatsuchi-Toua, testimone delle violenze e dei soprusi che centinaia di individui patiscono nelle prigioni. Il documento è il frutto del lavoro coordinato tra i gruppi di ricerca internazionale RR[X] e On Borders, l’Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione (Asgi) e l’agenzia di ricerca sulla violenza alle frontiere (Border Forensics). Secondo le stime, tra giugno 2023 e dicembre 2025 almeno 7.400 persone sono state vittime della tratta: fra i punti dell’indagine figura anche l’impatto degli accordi tra Unione europea e Tunisia in campo migratorio, descritto nel testo come “il prodotto dell’enorme massa di risorse riversata dalle politiche europee di esternalizzazione delle frontiere negli apparati statali in Tunisia e in Libia”.
La presentazione del documento è stata organizzato dagli eurodeputati Ilaria Salis (The Left), Cecilia Strada (S&D) e Leoluca Orlando (Verdi/ALE). Per Salis il report mette in luce “un sistema di traffico di esseri umani che colpisce in particolare le donne, esponendole a violenza sistematica e sfruttamento”. Strada ha invece sottolineato i risvolti economici dell’intesa che vede coinvolta l’Ue richiamando alla “trasparenza”, mentre Orlando individua nell’esternalizzazione delle frontiere “la base per produrre crimini”. Con un monito, ribadito da tutti e tre: “Così si distrugge l’idea europea dei diritti”.