“L’Africa è come un paradiso dove i santi muoiono di fame. Ossia un continente molto ricco le cui risorse non vanno a beneficio della popolazione ma di alcune élite. La Caritas non è un’altra Ong ma è segno dell’amore di Dio per l’umanità: dobbiamo agire per aiutare le persone ma anche sulle cause, perché carità e giustizia vadano di pari passo”. Lo ha detto monsignor Pierre Cibambo Ntakobajira, presidente di Caritas Africa, intervenendo stamattina al 45° Convegno nazionale delle Caritas diocesane sul tema “Annunciare il Vangelo e promuovere l’umano”, in corso dal 16 al 19 aprile a Sacrofano (Roma). La missione della Caritas, ha ricordato monsignor Cibambo, “è una missione evangelica: una Chiesa chiamata a testimoniare l’amore di Dio servendo i più poveri e impegnandosi per la giustizia. La Chiesa non fa carità, è carità. La Caritas è un segno dell’amore di Dio per l’umanità, non siamo solo un’altra Ong. Nostro compito è servire per amore, come ci chiede il Vangelo. Ecco perché non aderiamo a nessuna forma di ideologia. La nostra appartenenza e identità fonda anche la nostra legittimità”.
Purtroppo, ha osservato, “molte Caritas sono cadute nella trappola di diventare Ong”. “Abbiamo una responsabilità nei confronti delle persone che serviamo, non solo dei donatori – ha sottolineato -. Competenza e professionalità sono necessarie ma questo richiede la formazione del cuore, un cuore che vede. Le persone che operano nei servizi caritativi della Chiesa devono occuparsi del prossimo con una attenzione che nasca dal cuore. Dobbiamo agire per aiutare le persone ma anche agire sulle cause. La nostra missione include l’imperativo di affrontare le cause strutturali della povertà, dell’oppressione, della violenza”. Caritas Africa, a questo proposito, “deve respingere il complesso di inferiorità. Tutto il popolo deve camminare insieme con i poveri come protagonisti, devono essere loro i motori del cambiamento.” Per la Caritas “non si tratta di creare più strutture del necessario. Organizzare il servizio della carità significa che nessuno ha il monopolio della carità ma insieme siamo più forti. La Caritas ha un ruolo importante ma deve impegnarsi con altri attori della Chiesa e di altre realtà non ecclesiali che perseguono gli stessi obiettivi. Ascoltiamo i poveri dando loro sempre la possibilità di esprimersi e prendere decisioni”.