Fisc: mons. Olivero (Pinerolo), “le religioni siano la scaletta che collega il presente a Dio”

(Foto SIR)

“Tutto è in relazione. La cura autentica della nostra stessa vita e delle nostre relazioni con la natura è inseparabile dalla fraternità, dalla giustizia e dalla fedeltà nei confronti degli altri”. Lo ha ricordato questa mattina mons. Derio Olivero, vescovo di Pinerolo e presidente della Commissione Cei per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso, intervenendo al Vigilianum di Trento nella terza giornata di lavori del convegno nazionale Fisc “Pianeta in prima pagina. Cronisti del clima”. Partendo da un quadro di Edward Hopper, “Stanza in riva al mare” (1951), mons. Olivero osserva come quel dipinto sia di fatto un’“annunciazione” moderna, dove però mancano le figure dell’arcangelo Gabriele e di Maria. “Viviamo nella cosiddetta epoca della secolarizzazione. Questo dipinto ci dice che Dio è molto più vicino di quanto ci immaginiamo, ma non c’è più un collegamento – ossia messe, triduo, processioni – per arrivarci. Non siamo più nell’epoca dell’incanto, dove le figure di angeli e santi erano presenza normale nelle nostre case. Quel mondo è finito”. In una prospettiva che abbraccia tutte le religioni, mons. Olivero sottolinea come “oggi le religioni non devono più essere alla ricerca di un proprio spazio ma, nello spazio comune, dove c’è il problema della pace e dell’ambiente, devono essere capaci di essere la scaletta che colleghi il presente all’infinito, a Dio”. Citando Sennett, il vescovo di Pinerolo ricorda come “stare in un mondo globale significa vivere come uno tra i molti, coinvolto in un mondo che non rispecchia solo se stessi”.

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