“L’Unicef è indignato per l’uccisione di due autotrasportatori di acqua incaricati dall’Unicef di fornire acqua potabile alle famiglie della Striscia di Gaza”. Lo afferma l’agenzia Onu in una nota diffusa il 18 aprile, riferendo che le vittime sono state uccise dal fuoco israeliano in un incidente avvenuto ieri mattina presto presso il punto di rifornimento idrico di Mansoura, nel nord della Striscia. Nell’attacco, che ha provocato anche il ferimento di altre due persone, gli autotrasportatori stavano svolgendo regolari operazioni di trasporto dell’acqua, “senza alcuna variazione nei percorsi o nelle procedure”. L’Unicef ha espresso le condoglianze alle famiglie degli uomini uccisi. Il punto di rifornimento di Mansoura rappresenta attualmente “l’unico punto operativo per il rifornimento delle autocisterne” collegate alla linea di approvvigionamento idrico di Mekorot, che serve la città di Gaza. L’agenzia e i partner umanitari lo utilizzano più volte al giorno per garantire un servizio essenziale a centinaia di migliaia di persone, inclusi i bambini. A seguito dell’incidente, gli appaltatori dell’Unicef hanno ricevuto istruzioni di sospendere le attività nell’area fino al ripristino delle condizioni di sicurezza. L’agenzia chiede alle autorità israeliane di “indagare immediatamente sull’accaduto e garantire la piena assunzione di responsabilità”. “Gli operatori umanitari, i fornitori di servizi essenziali e le infrastrutture civili, comprese le strutture idriche di importanza vitale, non devono mai essere presi di mira”, ribadisce l’Unicef, ricordando che “la protezione dei civili e di coloro che prestano assistenza salvavita è un obbligo previsto dal diritto internazionale umanitario”.