“Quello che è successo a Giacomo ci dice che qualcosa si è incrinato nel modo in cui cresciamo i nostri figli. Ragazzi che esplodono così non nascono la sera prima. Sono il frutto di anni in cui nessuno ha saputo – o potuto – tenerli”. Lo ha affermato mons. Mario Vaccari, vescovo di Massa Carrara-Pontremoli, nell’omelia dei funerali di Giacomo Bongiorni, celebrati oggi nel Duomo di Massa. Il 47enne è stato ucciso nella notte tra l’11 e il 12 aprile dopo aver richiamato un gruppo di giovani che lanciavano bottiglie. Da qui l’appello del presule alle istituzioni: “Al Comune, alla Prefettura, alle scuole, ai servizi sociali rivolgo un appello diretto. Non solo più controllo – anche quello, se serve – ma qualcosa di più difficile: un’alleanza. Un patto educativo vero, che metta attorno allo stesso tavolo tutti i soggetti che hanno a che fare con la crescita dei giovani in questa città”. Il vescovo ha richiamato il Patto educativo globale lanciato da Papa Francesco nel 2020: “Non era un’utopia. Era – ed è – una necessità”. Quanto al ruolo della Chiesa locale, ha assicurato: “Siamo disponibili a fare la nostra parte, con le parrocchie, con gli oratori, con le comunità. Non per occupare spazi, ma per costruire insieme”. Mons. Vaccari ha parlato anche di perdono e riconciliazione come strumenti per “riparare quel tessuto sociale che si è lacerato”, precisando: “Non sto chiedendo alla famiglia di Giacomo di perdonare chi lo ha ucciso”.