Papa in Africa: in volo per Luanda, “vengo in Africa come pastore, per incoraggiare tutti i cattolici africani”

“Io vengo in Africa principalmente come pastore, come capo della Chiesa cattolica, per stare con, per celebrare con, per incoraggiare e accompagnare tutti i cattolici africani”. Lo ha ribadito il Papa, sul volo per Luanda, tracciando un primo bilancio del suo terzo viaggio internazionale, di cui ha sottolineato, in primo luogo, l’“ottimo incontro” avuto con un gruppo di imam nella Nunziatura di Yaoundé, necessario per continuare a promuovere, come già stiamo facendo in altri luoghi e come ha fatto Papa Francesco durante il suo pontificato, il dialogo, la promozione della fraternità, della comprensione, dell’accettazione e della costruzione della pace con persone di tutte le fedi. Il Papa – riferisce Vatican News – si è detto anche contento per l’incontro di ieri nell’Università cattolica dell’Africa centrale, dove ha benedetto un “bellissimo” monumento con la mappa dell’Africa e Sant’Agostino al centro: “Questo monumento esprime parte di ciò che questa Chiesa rappresenta”. Nel suo saluto, il Pontefice ha affrontato anche il tema della “distribuzione ineguale della ricchezza” che si riscontra in tutta l’Africa: il Camerun in particolare, ha affermato, “è un Paese ricco di opportunità, ma anche difficile”. In Angola, “continuiamo a proclamare il messaggio del Vangelo”, ha aggiunto: essere cristiani significa “seguire Cristo, promuovere la fraternità, la fratellanza, confidare nel Signore, ma anche cercare modi per promuovere la giustizia nel nostro mondo. Promuovere la pace nel nostro mondo”.

 

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