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Guerra in Iran: Libano sotto attacco. Lazzari (Avsi), “ripiombati di nuovo nell’incubo”

(Foto AFP/SIR)

“Il Libano sembra essere ripiombato al settembre del 2024”, quando Israele intensificò i suoi attacchi contro Hezbollah decapitandone i vertici politici e militari, tra cui il segretario generale Hassan Nasrallah e il suo successore, Hashem Safieddine. “Quello che sembrava essere un lento ritorno alla normalità è tornato ad essere un incubo. Da due notti ormai stiamo assistendo a duri attacchi e bombardamenti da parte di Israele su scala nazionale, anche sulla capitale Beirut, specie nei sobborghi meridionali che stanno provocando massicci sfollamenti di persone. Le strade sono bloccate e sono decine di migliaia le persone che stanno lasciando i loro villaggi per mettersi in cammino verso il nord del Paese. Inoltre, da due giorni a questa parte, Israele sta rilasciando ordini di evacuazione alle famiglie libanesi in vista di ulteriori bombardamenti. I libanesi sono stanchi e sotto shock”. È la testimonianza di Francesca Lazzari, rappresentante Paese della fondazione Avsi (https://www.avsi.org), che da Beirut, al Sir fa il punto sull’escalation di guerra in Libano. Lazzari conferma anche la notizia che “truppe israeliane sono penetrate in territorio libanese. Poco fa ho parlato con una mia collega che vive in uno dei villaggi del distretto di Marjayoun, al confine e dove Avsi opera di molti anni, costretta a fuggire dall’ingresso delle Idf (Forze di difesa israeliane) nel suo villaggio. Si parla di 50 villaggi evacuati, ritenuti da Israele roccaforti di Hezbollah. La presenza dell’esercito israeliano in Libano non è nuova perché già lo era con 5 avamposti stabiliti dal novembre 2024”. Per dare aiuto a queste migliaia di persone sfollate in arrivo, stimate in oltre 30mila, spiega la rappresentante di Avsi, “il Governo libanese ha adibito più di 300 scuole pubbliche a potenziali rifugi temporanei. Già ieri sera 51 di queste avevano raggiunto la loro massima capacità e continuano a riempirsi. La risposta all’emergenza è gestita dal Governo attraverso il ministero degli Affari sociali che poi si coordina con i diversi attori umanitari, con le ong, tra le quali c’è anche Avsi e le Nazioni Unite”. Avsi è in campo con i suoi team “per rispondere a questa primissima emergenza distribuendo generi di prima necessità quindi acqua cibo, coperte, kit igienici alla popolazione sfollata che sta accedendo a questi rifugi o che si sta riversando nelle strade dormendo anche all’aperto, dove possibile. Tante famiglie – spiega Lazzari – dormono nelle automobili bloccate nel traffico”. “A partire da domani, 4 marzo, distribuiremo in diversi rifugi temporanei questi generi di prima necessità. Per quanto riguarda i progetti Avsi avviati già da tempo in Libano – conclude – cercheremo di portarli avanti compatibilmente con l’emergenza umanitaria in atto e con le garanzie di sicurezza necessarie in questi casi”.

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