Sanremo 2026: Sibilla (Almed), “dopo Giorgia nel 2025, molti artisti quest’anno hanno preferito non andare per il meccanismo che premia il televoto”

“Sono abbastanza poche le canzoni notevoli, e non è una questione di gusti personali. Tutti sono ‘direttori artistici’ del Festival, come tutti sono ‘allenatori’ della Nazionale, però in questo caso c’è stato un problema generalizzato di artisti importanti che non si sono fidati di andare al Festival, per non essere messi in competizione con fenomeni social e questo si è trasformato in un cast debole e in canzoni… ‘dimenticabili’. Non ne faccio una critica generale al Festival, ma l’edizione di quest’anno che è stata un passo indietro rispetto al tentativo di aprirsi alla contemporaneità che abbiamo visto negli ultimi anni”. A parlare, in un’intervista al Sir, è Gianni Sibilla, direttore didattico del Master in Comunicazione musicale dell’Alta Scuola in Media Comunicazione e Spettacolo (Almed) dell’Università Cattolica di Milano.
Sulla scelta di molti cantanti di non andare al Festival ha pesato il sesto posto di Giorgia nell’edizione 2025. “Se un’artista di quel calibro che arriva da favorita, viene sostenuta dalla stampa e dalle radio, non entra neanche in cinquina, qualsiasi artista importante ora ci pensa mille volte prima di presentarsi a Sanremo, sapendo di andare in competizione con artisti molto più giovani e con un una fanbase molto più forte. Tra gli addetti ai lavori si dice proprio questo: molti artisti quest’anno hanno preferito non andare per questo meccanismo che premia il televoto. Sal Da Vinci ha vinto proprio per il televoto”, spiega l’esperto al Sir. Infatti, prosegue, “Sal da Vinci ha perso soltanto nel rush finale con Saif, però è stato in testa per il televoto tutta la settimana e questo gli ha permesso di arrivare forte già nella cinquina finale perché il meccanismo prevedeva la somma dei voti di tutta la settimana – a parte le cover -, a differenza di quello che succedeva due anni fa. Quindi, Sal Da Vinci è arrivato con un capitale di voti di tutta la settimana che gli ha permesso di vincere anche se è stato battuto nel ballottaggio finale. Se si guardano i voti, Sal Da Vinci per la sala stampa è sempre stato sesto, non è mai andato in cinquina. È sempre stato in testa per il televoto e bene per le radio, quindi ha avuto delle buone posizioni, ma in realtà non è stato salvato assolutamente dalla sala stampa”.
“Per sempre sì”, osserva Sibilla, “è una canzone neomelodica, molto tradizionale come impostazione e come contenuti; ma, al tempo stesso, è una canzone molto contemporanea perché ha il balletto di TikTok, i ‘meme’. Lavorando tantissimo questa settimana sui contenuti social, Sal Da Vinci è riuscito a unire i due mondi del televoto classico e quello della dimensione social. È un cantante tiktoker, anche se poi lui dice che in realtà TikTok non lo capisce. Però chi ha lavorato con lui ha costruito la coreografia e il cantante faceva i tutorial della coreografia, che è stata replicata da gente comune e celebrità, da Del Piero fino alle suore”.

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