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Consiglio d’Europa: Rapporto sulla libertà di stampa. “Ambiente sempre più ostile per il giornalismo” fra minacce e violenze

(Photo Council of Europe)

“La libertà di stampa nel 2025 ha continuato a essere sottoposta a continue pressioni, a causa di minacce legali, aggressioni fisiche e intimidazioni, tentativi di sequestro dei media e repressione transnazionale”: lo si legge nel secondo Rapporto annuale delle organizzazioni partner della Piattaforma del Consiglio d’Europa per la promozione della protezione del giornalismo e della sicurezza dei giornalisti.
Nell’ampio documento (75 pagine), con dati e testimonianze, si legge che “questa situazione è stata mitigata da iniziative in diversi Stati e a livello europeo per migliorare la libertà di stampa e la sicurezza dei giornalisti, tra cui l’adozione di piani d’azione per la protezione dei giornalisti e di leggi in alcuni Paesi per affrontare questioni come le cause legali abusive, la disinformazione e la protezione delle fonti”. Il Rapporto, intitolato “On the Tipping Point: Press Freedom 2025”, rileva che la guerra della Russia contro l’Ucraina è rimasta la minaccia più grave per i giornalisti: quattro operatori dei media sono stati uccisi, altri sono rimasti feriti e molti rimangono detenuti nei territori occupati o sono scomparsi. “In tutta Europa, i giornalisti sono stati spesso aggrediti fisicamente durante le proteste da polizia, attori politici e manifestanti. Questo tipo di attacco è stato segnalato in un quarto degli Stati presi in esame dal rapporto, con i livelli più alti registrati in Georgia, Serbia e Turchia”.

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