“I frutti dei nuovi metodi di evangelizzazione possono misurarsi dalla loro capacità di integrare nella comunità e di suscitare la domanda sulla propria vocazione e missione nella Chiesa e nel mondo”. È uno dei sei criteri teologico-pastorali offerti dalla nota dottrinale “Cor ad cor loquitur” della Commissione per la dottrina della fede della Conferenza episcopale spagnola (Cee). Il documento individua come primo criterio il radicamento trinitario: “La vita di fede è impregnata dalla Santissima Trinità” e il primo annuncio deve presentare Gesù Cristo, “che conosciamo per l’azione dello Spirito, che ci rivela il volto del Padre”. Sul piano personale, la nota ricorda che “la fede non si riduce all’assenso teorico a determinati dogmi, ma è un atto con cui tutta la persona si consegna liberamente a Dio”. Sul piano ecclesiale, avverte che “nessun metodo evangelizzatore deve considerarsi assoluto” e che ogni carisma va sottoposto al discernimento dell’autorità dei vescovi. Sul piano etico, sottolinea che “il vero incontro con Cristo non può restare in un’esperienza meramente emotiva, ma si traduce nella carità verso i più poveri”. Quanto alla liturgia, mette in guardia contro un “devozionalismo” che potenzia il soggettivismo sentimentale, ricordando che “la liturgia deve essere mistagogica, aiutandoci a condurci a Dio e a meravigliarci davanti a lui”.