È stato siglato un Protocollo di intesa tra la diocesi di Acireale e l’Udepe di Catania (Ufficio Distrettuale di Esecuzione Penale Esterna), con l’obiettivo di rafforzare e rendere sistematica la collaborazione nell’ambito dei programmi rieducativi e di inserimento socio-lavorativo rivolti a persone sottoposte a misure e sanzioni di comunità. Ne dà notizia la diocesi. L’accordo punta a promuovere il volontariato a finalità riparativa, valorizzando la stretta relazione con la tipologia di reato commesso, la storia personale e le attitudini del soggetto coinvolto. L’intento è attivare processi di responsabilizzazione capaci di trasformare azioni di danno e offesa in pratiche concrete di cura e restituzione sociale. Maria Pia Fontana, direttore Udepe di Catania, così afferma: “Questo Protocollo rafforza una visione di giustizia che educa e restituisce dignità. Il volontariato riparativo trasforma l’errore in responsabilità e occasione concreta di reinserimento nella comunità”. Il Protocollo mira, inoltre, a prevenire il rischio che disistima e senso di colpa generino disimpegno morale, favorendo invece motivazione al cambiamento, assunzione di responsabilità e possibilità di riscatto. Le pene, per avere un autentico valore rieducativo, devono produrre significati profondi che nascono all’interno di relazioni capaci di contrastare squalifica, passività e sfiducia. Le parrocchie e gli organismi pastorali diventeranno così luoghi privilegiati di accoglienza e accompagnamento, veri e propri laboratori di appartenenza e partecipazione civica, contribuendo a rafforzare il senso di legalità nei percorsi di inclusione predisposti e seguiti dall’Udepe. Il vescovo di Acireale, mons. Antonino Raspanti: “Le parrocchie possono diventare luoghi di accoglienza e riscatto, dove il senso di colpa si traduce in impegno e cura del bene comune”.