Gli aiuti umanitari dovrebbero essere progettati e gestiti in modo più incisivo dalle organizzazioni locali: questo è stato sottolineato oggi a Ginevra da mons. Michael Landau, presidente di Caritas Europa, in occasione della “Settimana delle reti e dei partenariati umanitari”. Landau, già presidente di Caritas Austria, ha affermato che “la leadership locale è il fondamento di un aiuto umanitario efficace ed equo che ponga le persone e la loro dignità al centro di ogni sostegno”: in occasione della presentazione di un nuovo rapporto della rete il presule ha ribadito che il concetto di “leadership locale” significa che le organizzazioni nei Paesi colpiti dalla crisi – agenzie umanitarie nazionali, partner ecclesiastici o iniziative della società civile – dovrebbero non solo implementare i progetti, ma anche avere voce in capitolo nella definizione delle priorità, nell’allocazione dei budget e nella condivisione dei rischi. In pratica, questo potere decisionale rimane quasi esclusivamente nelle mani di donatori internazionali, agenzie delle Nazioni Unite o grandi organizzazioni non governative. “L’autorità decisionale, il controllo sulle risorse e la gestione del rischio rimangono altamente centralizzati”, si legge nel rapporto. La difficile situazione finanziaria aggrava i problemi: nel 2025, gli aiuti umanitari globali hanno coperto solo circa il 28% del fabbisogno. Le organizzazioni locali, che spesso fanno affidamento su finanziamenti a breve termine basati su progetti, sono le prime a perdere i propri finanziamenti in caso di tagli. Ciò aumenta il rischio che l’efficienza diventi più importante delle partnership paritarie. “Le organizzazioni locali e le persone sul campo sono particolarmente colpite dai tagli di bilancio. Il loro sostegno diretto deve essere rafforzato”, ha spiegato Alexander Bodmann, vicepresidente di Caritas Austria.